Qualcosa di più d’una concimazione per il prato tardo autunnale

C’è sempre qualcosa da aggiungere, quando davvero si vuole approfondire il tema della cura del manto erboso in autunno e tardo autunno. Anche approfittando del nostro blog o di una chiacchierata per i viali de La Trinità, scoprirai dunque in merito sempre cose importanti e nuove…

Una delle operazioni da fare adesso – mentre la natura s’infiamma di colori incredibili, ma le giornate pure s’accorciano sul serio lasciando spazio al freddo – è la concimazione. E questo, in parte, già lo sai. Te lo abbiamo già detto…

Ma c’è di più (!). C’è una particolare pratica che si chiama ammendamento o ammendatura che in particolare riguarda il terreno e che bisogna appunto prevedere prima dei rigori invernali.

Questo articolo interessa perciò la cura autunnale sotto il manto erboso, più che il prato in sé. Del resto, quando la sostanza organica nel terreno è giusta il prato ne risente subito. E solo positivamente, perché…

  1. I nutrimenti minerali vengono scambiati meglio, quindi anche altri tipi di concimazioni (in particolare potassiche) funzionano di più.

  2. La vita al livello radicale e l’assorbimento dell’azoto vengono molto migliorati.

  3. Tutti i microrganismi che sostengono/proteggono la vita delle radici diventano più attivi.

  4. Il carbonio, trasformato in azoto, nutre il manto erboso.

L’ammendamento o ammendatura è appunto un miglioramento delle proprietà fisiche del terreno. E non è – in senso stretto – una concimazione, perché questo tipo d’intervento non modifica le proprietà chimiche e nutritive del terreno stesso.

Il presupposto basilare da cui si parte per l’ammendamento è quello di nutrire la terra del prato con potassio e azoto, ma soprattutto con acidi fulvici e umici/umina. Sono questi, infatti, gli elementi più necessari a proteggere le piante dal freddo. Un po’ come per noi una coperta, un cappotto, un termosifone e delle buone vitamine… 

La migliore sostanza organica (ovvero il concime) utilizzabile per l’ammendatura è quella più vicina alla natura. Perciò a questo scopo evita prodotti di derivazione animale (stallatico, sangue secco, cornunghia, etc). Questi ultimi sono infatti troppo ‘impattanti’, anche a livello olfattivo; e risultano più adatti ad altre situazioni, piuttosto che a un’operazione d’ammendamento.

Dal nostro ufficio tecnico e dal nostro centro di giardinaggio fatti allora consigliare sostanza organica di derivazione vegetale, ricca – come già detto – di acidi umici e fulvici. Potrà essere in formato liquido, per un apporto rapido. Oppure in formato granulare, per un’azione progressiva o a lenta cessazione. 

N.B. Sono d’altronde in questo periodo dell’anno particolarmente utili alla concimazione generale del prato gli ottimi prodotti di Compo (Nitrophoska da 4kg). Nicola, pur impegnato nel #workinprogress21, ne può sempre tenere da parte un po’ anche per te (!). 

Per un ottimo risultato dell’ammendamento si possono anche introdurre nel terreno dei microrganismi, capaci di nutrire e strutturare la terra, nonché d’aiutare ‘dal di dentro’ sia la semina del prato (micorrize) che la protezione dalle malattie (trichoderma, bacillus, etc). Amici davvero del cuore del tuo prato.

L’importante – comunque – è che sia chiaro il concetto che nutrire il prato è una cosa… Nutrire il terreno è un’altra. 

Non dimenticare mai. Nutrire (ora!) il terreno è fondamentale per avere poi benefici nelle stagioni che seguiranno. Più il terreno è fertile, infatti, e più reagisce in modo vigoroso alla sollecitazioni negative. ‘Si fa forte’, diciamo così, della sua buona struttura: si giova degli spazi d’aria e d’acqua, alimentando con la propria sostanza organica il microbiota buono. Ed evitando l’effetto disidratante dovuto alle rigidità del freddo o addirittura del gelo.

La presenza di humus (sostanza organica stabile nel terreno, nella qualità ideale del 5% del volume totale) è dunque uno dei fattori chiave per creare un suolo fertile, capace di cedere facilmente nutrimenti. Restando equilibrato tra presenza d’aria e d’acqua. Ciò, ormai ti è chiaro, si ottiene proprio con l’ammendatura.

I problemi, al contrario, arrivano quanto il terreno è povero di sostanza organica. In particolare nelle stagioni autunnale e invernale. 

Dunque, per venire al pratico, quando avrai utilizzato circa 25% gr di humus per ogni chilogrammo di terraMolto probabilmente sarai al sicuro (!).

Troppo spesso, sai, prendendosi cura d’un prato residenziale come il tuo ci si dimentica appunto della sostanza organica e ci si pone solo l’obiettivo della concimazione minerale più superficiale. Al contrario, come ti abbiamo spiegato in questi paragrafi, l’humus è la base vera di ogni benessere del tappeto erboso (!).

La pratica dell’ammendamento è conseguentemente caldeggiata prima di tutto nei prati gestiti con taglio a raccolta, dove l’impoverimento risulta massimo. Qui è utile praticare almeno 2/4 trattamenti all’anno. Uno per stagione, praticamente.

Hai dunque capito perché oggi continuiamo a parlarti di quanto sia cruciale approntare il tuo prato prima dell’arrivo dell’inverno? Già, perché l’inverno non aspetta. Arriva e non deve trovarvi impreparati (!).

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini