Fiore della tranquillità, della solitudine e della purezza

Tipica delle Alpi, delle Alpi Apuane e degli Appennini settentrionali, l’Erica ama stare vicino al cielo: sui prati e nei pascoli, tra le rocce montane. Sì, adora spuntare nei punti dove il sole arriva a lambire i boschi di conifere. Ma da lì – già forse lo saprai – si lascia volentieri trasportare pure a quote più basse.

Potrai quindi ben utilizzarla per le bordure del tuo giardino o nelle fioriere.

 

Portatrice di bellezza e buona sorte, simboleggia del resto il senso di protezione della casa o addirittura d’un eremo tranquillo.

Perché, a seconda del colore (violacea, rosa, bianca o rosso scuro), l’Erica ha in effetti un senso metaforico un po’ diverso.

Tra tutte queste accezioni dell’Erica potresti – per esempio – prediligere quella che si dà a un suo bocciolo bianco: il significato, cioè, di purezza e fedeltà. Ed ecco che allora la sceglieresti per definire un candido bouquet da sposa, certamente poi disegnato più nei particolari con l’aiuto di Teresa.

Ma facciamo un saltino indietro: parliamo prima della pianta e delle sue numerosissime specie (600). Specie che provengono, per lo più, dal Sudafrica e dall’Atlantico.

N.B. Ricordati che in particolare le specie di Eriche sudafricane vanno ben protette nella stagione fredda.

Dunque, le tante e bellissime Eriche. Si tratta di arbusti nani, cespugliosi, per lo più rustici e sempreverdi. Arbusti che si caratterizzano per foglie aghiformi e verticillate, strette e lineari.

È proprio dall’ascella fogliare che spuntano i fiori: solitari o in mazzetti terminali o raggruppati in racemi a forma di spina.

Quanto all’epoca di questa fioritura, essa varia parecchio ed è tendenzialmente lunga, durante buona parte dell’anno solare. A novembre, dalle nostre parti, certamente la troverai (!). E sarà anche una bella sorpresa perché troverai questa pianta facile da coltivare e di costo relativamente basso.

Se vuoi impiantare l’Erica, puoi farlo dall’autunno alla primavera. Devi rispettare però bene le distanze tra gli esemplari (30 cm per le specie piccole, 60 cm per quelle alte, 1 m per le arboree). L’importante è poi allargare bene le radici sul fondo, unendo quindi terra e torba, fino a interrare il fusto fino al primo fogliame. Una buona pacciamatura può completare il tutto. Facile – dunque – gestire le sue innaffiature, che devono essere regolari, diventando più abbondanti nelle settimane che succedono la messa a dimora e nei periodi siccitosi.

Le attenzioni, ovviamente, ci vogliono comunque. E se vedrai che le foglie della tua Erica tendono a ingiallire oppure a scurirsi

Attenta/o!! Potrebbe essere l’eccesso di calcare del terreno ad aver procurato alla pianta una brutta clorosi, causa anche di morte dell’arbusto. In questo caso, distribuisci subito chelati di ferro e concima con torba di muschio.

N.B. La concimazione generalmente va comunque fatta in primavera, sempre utilizzando torba oppure un composto da giardino, facilmente reperibile al centro di giardinaggio.

  • Le Eriche invernali o primaverili (carnea o scopina, darleyensis, eringena o mediterranea) non sopportano l’aridità e gradiscono un terreno alcalino e leggermente calcareo.
  • Tra le arboree: l’alta Erica arborea o scopa (supera anche i 3 metri!) non tollera il calcare.
  • La terminalis lo sopporta solo se leggero.
  • Le Eriche a fioritura estiva (ciliaris, cinerea, tetralix) preferiscono invece una reazione acida, a eccezione della vagans (con lei si può arrivare solo a una leggera alcalinità).

Soffermandosi in particolare sull’Erica carnea (o carnicina), ti invitiamo a guardare il suo fusto sottile e legnoso, alto fino a 40 cm. Lì s’innestano le foglioline di colore verde vivo, che la ricoprono completamente. I fiori a forma di botte, disposti a grappoli apicali, sono di varie tonalità di rosa. Appunto come la carne.

Che ne dici? Come prima ‘conoscenza’ di questa bella pianta – tra le protagoniste del giardino fiorito di novembre – può bastare o no? Vediamo, cosa potremmo ancora aggiungere…

  • che le specie rustiche vanno potate in primavera, togliendo le vecchie infiorescenze poco sotto i racemi appassiti, per mantenere la forma;

  • che ogni 1-2 anni vanno eliminati i rami coi fiori appassiti; 

  • che in ogni modo questi interventi di potatura devono essere sempre light e rispettosi del portamento della pianta;

  • che la moltiplicazione si fa per talea (agosto-settembre), ma anche per propaggine (in primavera) e per divisione di cespi (in autunno).

Se poi passerai nei prossimi giorni al centro di giardinaggio #workinprogress21 approfondiremo ancora. Magari ricordando, sotto i pini de La Trinità, le tante leggende antiche legate all’Erica. Pianta robusta e tenace, utilizzata per scopi officinali (ha proprietà diuretiche e antisettiche, calmanti e ansiolitiche) e per recare profumi nella tua casa.

Per la gioia tua e dei tuoi cari (!).

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini