Introduzione al problema

Le malattie del tappeto erboso giocano un ruolo fondamentale nella manutenzione del nostro prato: dalla corretta diagnosi, dalla prevenzione e dalla terapia dipende spesso il migliore successo o il peggiore degrado del tappeto erboso.

Occorre quindi diventare un po’ ‘medici dell’erba’ e imparare a interpretare i segnali (sintomi) che il prato malato invia.

Partiamo dal presupposto che le malattie del tappeto erboso derivano in gran parte dai funghi, sono cioè crittogame. Per carità, esistono anche alcune patologie di carattere virale e batterico, ma sono molto rare. Ci sono, poi, dei fenomeni di degrado – anche acuto – legati a stress di varia natura: escursioni termiche improvvise, salinità delle acque irrigue, carenze o eccessi di elementi nutritivi e altre problematiche riguardanti la crescita e la sussistenza del nostro tappeto erboso. Prima di intraprendere una qualsiasi pratica difensiva nei confronti di una malattia, è dunque fondamentale l’identificazione dell’agente che la causa.

Per arrivare a conoscere cosa sta degradando il nostro prato bisogna leggere i sintomi che la superficie del tappeto erboso ci mostra. A questo scopo è utile porsi alcune domande…

  1. In che zona di prato si manifestano i sintomi? In zone ombreggiate, molto umide, oppure soleggiate? Potrebbero essere presenti chiazze idrofobiche o essersi sviluppate patologie fungine.
  2. Che dimensione e forma hanno le macchie? Sono larghe e irregolari, oppure piccole e tendenti al circolare? Molte spesso, le macchie possono essere provocate dai mezzi che praticano tagli molto bassi, oppure da fuoriuscita accidentale di carburante o ancora da attrezzatura utilizzata per la concimazione che causa bruciature da concime molto simili agli effetti di molte malattie.
  3. Sono presenti uccelli o altri animali sulla superficie? In questo caso le aree secche potrebbero essere dovute a insetti e non a patogeni fungini.
  4. Il tappeto erboso si strappa facilmente o le radici sono ben ancorate al terreno? La patologia che ricerchiamo potrebbe aver danneggiato anche l’apparato radicale.

Accertato che si tratti di un patogeno fungino e che non ci siano aree disseccate per un agente meccanico o accidentale, l’uso di una lente d’ingrandimento ci aiuta a questo punto a condurre un esame più accurato.

Prima cosa da appurare è quale specie da tappeto erboso è stata colpita. Le specie presenti nel miscuglio del nostro prato – infatti – sono più o meno sensibili alle diverse malattie. Con la lente si può verificare se le parti necrotiche interessano la lamina fogliare o il culmo, le parti giovani oppure le vecchie; ma soprattutto possiamo osservare il tipo di macchie necrotiche presenti sulla pianta.

È comprensibile che la diagnosi non sia di facile interpretazione e anche gli addetti ai lavori, qualche volta, ricorrano all’aiuto di laboratori specializzati. In tal caso, molto importante è l’idoneità del campione e l’accuratezza delle informazioni fornite al laboratorio.

La lotta alle varie malattie fungine, del resto, può essere curativa o preventiva. È curativa quando si ricorre a prodotti fitosanitari; è invece preventiva quando si effettuano tutte le pratiche colturali adatte a rimuovere le situazioni che favoriscono l’insediamento della malattia.

È consigliabile l’utilizzo dei prodotti fitosanitari come ultima opzione praticabile, perché le norme che regolamentano l’applicazione di tali prodotti sono molto limitanti e se non rispettate comportano severe sanzioni. Perciò, in caso si scelga questa strada, si rende necessario l’intervento di aziende altamente specializzate, come la nostra Linea Verde Nicolini.

In fase preventiva un metodo che negli ultimi anni ha subito un forte incremento è la lotta biologica, che utilizza antagonisti naturali al posto di principi attivi chimici. Lo strumento migliore per avere un tappeto sano e vigoroso è l’utilizzo di tutte quelle pratiche agronomiche utili a rendere il nostro tappeto erboso inospitale al patogeno fungino e che consentono un facile recupero degli eventuali danni provocati.

Gli obbiettivi che dobbiamo raggiungere in definitiva sono:

 

  • creare le condizioni ideali per lo sviluppo dell’attività microbica in riferimento al fattore di acidità del terreno, unito a una buona aerazione, che è antagonista di molti patogeni;
  • creare un ambiente sfavorevole per la germinazione, crescita, sporulazione e sviluppo del patogeno;
  • migliorare il vigore vegetativo e lo sviluppo dell’apparato radicale, in modo tale da rendere il tappeto erboso più resistente e competitivo nei confronti del patogeno stesso.

Con questa tecnica si mette in atto una lotta strettamente preventiva la cui efficacia non è visibile nell’immediato, ma che è verificabile con effetti più a lungo termine.

La diffusione della malattia può essere favorita da operazioni di taglio errate, effettuate a un’altezza troppo bassa e/o infrequenti. Queste operazioni risultano particolarmente dannose soprattutto se eseguite nel primo mattino.

Le condizioni di caldo umido sono poi favorevoli alla diffusione del patogeno. Pertanto, occorre rimuovere la rugiada mattutina con un’asta passata sulla superficie, in modo da aiutare l’asciugatura della superficie stessa.

Le macchine da taglio possono pure essere veicolo di diffusione di alcune malattie, pertanto sarebbe opportuno sterilizzare con vapore gli organi da taglio prima di passare da una zona infetta a un’altra sana.

Come abbiamo visto nell’articolo dedicato alla concimazione, è di fondamentale importanza una concimazione ben bilanciata, tenendo presente che un eccesso di azoto rende i tessuti molto acquosi e facile preda del patogeno, a differenza di una giusta quantità di potassio che favorisce l’ispessimento dei tessuti cellulari aumentandone la resistenza.

Il feltro crea un sito ideale per la diffusione di malattie, poiché oltre a impedire l’approfondimento delle radici, trattiene molta umidità, creando quell’ambiente caldo umido perfetto per gli attacchi fungini.

È necessario, inoltre, un corretto uso dell’impianto d’irrigazione. L’utilizzo carente o eccessivo di quantità d’acqua stressa il tappeto erboso, diminuendo la resistenza agli attacchi fungini.

Le varie malattie che colpiscono il nostro tappeto erboso sono classificate in funzione delle temperature ottimali di sviluppo. Nel riconoscimento di una malattia, il periodo stagionale – e quindi la temperatura – permette di effettuare una prima rapida selezione. In un prossimo articolo vedremo meglio nel dettaglio le tipologie.

Articolo di Andrea Cappuccini | perito agrario | tecnico per tappeti erbosi

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini