Un ‘errore’ fantastico

Dimmi, che ti andrebbe stasera? Per caso… Per caso, un Amarone?! Sì, hai capito bene: quel vino potente, che si ricava per fermentazione delle uve passite. Quel vino speciale della Valpolicella. Quel vino che – in percentuale – nasce da vitigni tipici molto particolari, coma la Corvina (45-95%), la Rondinella (5-30%), il Corvinone (fino al 50% max in sostituzione della Corivna). Quel vino che accoglie in un ballo perfetto di sapori i formaggi stagionati che adori. E magari anche un po’ di brasato, così adatto a questo momento dell’anno.

Ti va proprio quel vino, stasera. Ti va, lo abbiamo capito, perché ci dici – appena entrata/o nell’angolo enoteca&goloserie de La Trinità – che senti il bisogno d’un rosso persistente. E cosa allora ci può essere di più giusto – per esempio – dell’Amarone di Masi (?), concludiamo noi. Grande cantina e ottimo rapporto qualità-prezzo. Grande vino nato, in fondo, da una dimenticanza…

Proprio così. L’Amarone – oggi conosciuto in tutto il mondo – è venuto fuori da una distrazione. Semplicemente, un giorno, un vignaiolo s’è dimenticato di stoppare la fermentazione di un Recioto e… L’ha trovato trasformato in un altro spettacolo della natura, nella sua botte. Un ‘errore’ raffinato e potente.

Non un vino dolce, come lo sono gli altri della zona. Ma un Amarone, appunto. Secco. Aspro. Buonissimo.

A rendere così eccellente quello che noi oggi ti proponiamo è, nella fattispecie, l’esperienza d’un produttore come Masi: una cantina eccelsa, a noi particolarmente cara, che appartiene alla famiglia Boscaini addirittura dalla fine del XVIII secolo.

Lavorando le uve autoctone secondo la vinificazione tradizionale, Masi è in grado di continuare a stupirci con questo ed altri magnifici vini. Dell’Amarone in particolare produce la gamma forse più importante (e per numero e per quantità) presente sul mercato internazionale.

  • C’è Costasera Amarone della Valpolicella Classico DOCG: ‘il gigante gentile di Masi’. Un vero riferimento per la categoria, fiero e complesso, ma anche esuberante. Un re tra i rossi italiani.
  • Altrimenti si va sulla Riserva Costasera Amarone Valpolicella Classico DOCG, che è una selezione speciale ottenuta da una lunga sovramaturazione delle uve su graticci di bambù e da almeno tre anni d’affinamento in legni nobili. Il tocco in più? La presenza, accanto agli altri classici vitigni già enumerati, dell’originale Oseleta. Una vera riscoperta.
  • Se no, sempre passeggiando tra gli scaffali dell’angolo enoteca&goloserie, ti possiamo parlare di Nectar Costasera. Sempre Masi (che in questo senso è, come già detto, una garanzia!). Sempre un Amarone della Valpolicella Classico DOCG. Sempre un frutto delle varietà autoctone della zona, ma tutte messe a supporto – stavolta – della Corvina. Uva morbida e fruttata, che così tanto somiglia al carattere di Verona. Piacevolissima esperienza.

Incredibilmente strutturato e morbido, l’Amarone ha del resto affascinato molti grandi. Non solo cuochi o sommelier, ma anche scrittori e artisti e registi. L’avranno servito come farai tu: a una temperatura compresa tra i 18 e i 20 °C. Stappando la bottiglia almeno due ore prima di servirlo. Magari anche facendolo decantare in caraffa. Prima del miglior prosit a questa serata e al nostro #workinprogress21.

Di stagione in stagione.

 

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di Linea Verde Nicolini