Le sorprese del cosiddetto ‘albero dell’imperatrice’

Viene dall’Oriente il nostro terzo albero anti climate change ed è la Paulownia tomentosa.

Se dovessimo raccontarla solo con una serie di aggettivi, come in un passatempo tra ragazzini, il gioco non durerebbe poco. Gli attributi più calzanti per questa pianta sono infatti parecchi: rapida, perché cresce molto veloce; resistente, perché ha legno tenace; tondeggiante, perché la sua ampia chioma si sviluppa morbidamente; capillare, perché è un intreccio di rami; densa, perché in primavera si riempie d’una fitta fioritura; longeva, perché può superare i cent’anni; amorevole, perché le sue grandi foglie verde scuro – capaci di trasformare enormi quantità di C02 – hanno proprio la forma d’un cuore.

Ora, vista la foto e sentite queste virtù, hai subito voglia di far battere questo cuore nel giardino di casa o dell’ufficio? Di sicuro sarebbe una bella sorpresa, dal cadere delle prime foglie all’esplosione primaverile. Un fuoco d’artificio pronto a raggiungere – oltre la corteccia grigia e liscia – i 15/20 metri d’altezza in soli tre anni.

Ecco, sì, un altro aggettivo: artistico. L’accostamento tra il legno chiaro, il punto di verde del fogliame, il blu tendente al lilla della fioritura a grappoli sembra scelto da un signor pittore (!). Prima di spargere dai grossi baccelli legnosi i moltissimi, piccoli semi. E, poi, via con nuove piante. Vogliono uno spazio adeguato e un clima temperato-caldo oppure tropicale. Alle condizioni italiane s’adattano bene se irrigate. Evviva!

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini