Non basta essere carbon neutral

Conoscevi il termine greenwashing? È un neologismo che si riferisce – sostanzialmente – a una strategia di comunicazione, che consiste nel proporre un’immagine aziendale ecologica fittizia e non vera. Si tratta di un atteggiamento sempre più condannato nel mondo delle aziende e delle istituzioni, una facciata che – in un’epoca in cui il cambiamento climatico è un tema caldo – è meglio evitare, se si vuole in primis un mondo più sano e, in secundis, ottenere un notevole vantaggio competitivo, regalando al consumatore e al mondo finanziario un’immagine di sé più limpida e affidabile.

Questo “sembrare green, ma non esserlo” è stato oggetto di un interessante articolo di Milena Gabanelli. La giornalista del Corriere della Sera ha in particolare denunciato il silenzio – in merito all’impatto ambientale dei loro servizi – dei “giganti del cloud”, che – pur continuando a inquinare – attuano una politica di compensazione di carbonio, ad esempio piantando alberi: sono quindi carbon neutral. Una soluzione meno ipocrita da parte di queste gigantesche multinazionali – sostiene la Gabanelli – sarebbe quella di impegnarsi nella riforestazione e nella produzione di fonti rinnovabili, non per continuare a inquinare, ma per sdebitarsi nei confronti di questa Terra sofferente: per ridurre le emissioni. E anche noi – è questo il senso dell’articolo – possiamo contribuire, ampliando la nostra consapevolezza degli sprechi a 360 gradi.

A proposito, allora, come fa un’azienda ad essere davvero green? Nel mondo del rating si discute molto a riguardo: servirebbero dei criteri oggettivi e universalmente condivisi. È così che nasce, grazie a Certification Milano, lo standard CERTIFICATION’S ESG RATING: 2020©, che valuta il rispetto da parte dell’azienda delle norme ISO e presenta i suoi risultati secondo gli standard GRI, ente internazionale che ha proprio lo scopo di stabilire gli standard di rendicontazione delle attività sostenibili di qualsiasi organizzazione. La certificazione elaborata dall’ente di Milano contiene quindi requisiti che fanno riferimento sia al rating ESG – giudizio che attesta la sostenibilità e l’attenzione ai problemi sociali e di Governance di un’azienda – sia ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile-SDGs decretati dall’ONU. Attenzione, però: ottenere una valutazione positiva in questo senso equivale a uno sforzo continuo, perché – una volta conquistata – può anche essere persa

È un impegno non da poco, ma comporta anche – come abbiamo già anticipato – dei vantaggi notevoli. Vale la pena, allora, considerare tutte le soluzioni possibili per raggiungere lo scopo. E ti diremo di più: tra queste soluzioni puoi trovare anche LVN. Perché?

  • Perché grazie a noi potrai accogliere l’appello alle aziende da parte del Protocollo di Kyoto a contribuire alla tutela dell’ambiente, ad esempio piantando alberi, un’attività sempre più in voga. Abbiamo già chiarito, d’altronde, la rilevanza delle specie arboree dal punto di vista ambientale: con noi potrai ricevere un importante aiuto per progettare e manutenere il tuo parco, ovviamente con soluzioni eco friendly e adatte al territorio. Come è chiaro, un arboricoltore è lo specialista più consono a questo scopo.
  • Perché non sono poche le industrie dai lunghi e dispendiosi cicli produttivi che potrebbero ridurre il loro impatto occupandosi del territorio in cui operano, prodigandosi per la sua manutenzione e cura: un’assistenza alle aree verdi che noi garantiamo.
  • Perché non meno importante è progettare in modo sostenibile lo spazio esterno aziendale e – lo sai – LVN ti può aiutare anche da questo punto di vista, collaborando con i migliori architetti paesaggisti della zona.
  • Perché di giorno in giorno andiamo sempre più costruendo un network di imprese, enti e associazioni che come noi di questi problemi si occupano e preoccupano. Problemi che, insieme, si possono risolvere meglio.

Con un’attenzione al verde e ai ritmi della natura – trasmessa sempre anche al cliente interessato ai nostri prodottipossiamo aiutarti. A seguire una tendenza che sarà – lo speriamo tutti – il must del futuro: un futuro (incrociamo ancora le dita!) molto prossimo.

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini