Fidati del nostro golf-course superintendent

Golfista? Allora sai che non c’è cosa peggiore al mondo di trovare, giocando, il campo martoriato da manutenzioni. E tra le cose che ti disturbano ci sono i green ‘carotati’. Sappi però che non è la vendetta del green keeper, esasperato da zolle fuori posto e pitch mark non alzati. La carotatura è cura.

Perché? La carotatura crea dei buchi nel substrato di coltura. Le fustelle cave utilizzate a tal scopo rimuovono un nucleo di terreno, lasciando un piccolo foro che migliora movimento d’acqua e aria nella zona radicale. Di diametro 6-16 mm, vengono posizionate a varia distanza e penetrano per una profondità di 5-15 cm. Ciò riduce il compattamento del terreno, migliora il drenaggio e favorisce l’approfondimento radicale.

Le carote prodotte sono raccolte e sostituite con materiale più leggero (sabbia/terriccio). Ciò si fa tramite top-dressing, cioè con distribuzione uniforme di sabbia sulla superfice e relativo passaggio di reti a maglie snodabili leggere, fino a completo riempimento dei fori.

Non c’è dunque dubbio che la carotatura dei tappeti erbosi sia un processo molto invasivo. Necessita infatti d’un recupero anche estetico di circa 3-4 settimane. Perciò si fa in momenti d’intensa crescita vegetativa e sviluppo radicale (non in estate, quando il suolo è secco e le malattie probabili). Dopo però il campo sarà perfetto. Quindi la prossima volta che il tuo put salta fuori dalla buca non prendertela. Fastidiosa nell’immediato, la carotatura rende i nostri green sani a lungo.

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Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini