Un segreto per mantenere verde il prato in inverno

Trascorso il periodo estivo il clima si rinfresca, aumentano le precipitazioni, le temperature si abbassano. È quindi tempo di rimettere in forma il tuo tappeto erboso, provato dalle avverse condizioni atmosferiche estive.

Alte temperature, stress idrici, attacchi fungini, sviluppo di erbe infestanti stagionali hanno sicuramente diradato il tuo prato.

Per ristabilire le condizioni estetico-funzionali del nostro giardino è dunque necessaria una trasemina.

L’autunno è il periodo migliore per rigenerare il tuo prato mediante questo particolare tipo di semina.

La rigenerazione del tappeto erboso, infatti, consiste in alcune operazioni che consentono di rinnovarne la vegetazione salvaguardando il prato già esistente.

La prima operazione da fare è il diserbo: cioè eliminare le erbe infestanti (per es. la Digitaria sanguinalis), sia perenni che stagionali. Le prime con prodotti specifici consentiti dalla legge, le seconde in maniera manuale.

Dopo il diserbo, si effettua un taglio molto basso – 2,5 cm circa – per cercare di rimuovere le parti secche delle erbe infestanti trattate e cercare di dare luce alle future piantine.

Dopo il taglio si esegue l’operazione più importante dell’intero procedimento: l’arieggiatura.

Questa operazione consiste nell’eliminare il feltro  cioè l’insieme di culmi e radici disseccati – formatosi durante l’estate, tra la parte vegetativa e il terreno. Si tratta di sostanza organica che tarda a decomporsi diventando un sito ideale per la crescita di malattie, muschio e larve di insetti.

Questa operazione eseguita in maniera incrociata, oltre ad apportare benefici futuri al tappeto erboso, penetrando per circa 1 cm nella superficie del terreno, crea una situazione ottimale per ospitare il nuovo seme; e, quindi, le nuove piantine.

In questa fase, sui terreni particolarmente compatti, sarebbe opportuno eseguire una carotatura per favorire lo scambio osmotico delle radici, in modo da creare circolazione d’aria in profondità.

Eseguita l’operazione di arieggiatura con eliminazione del feltro, si arriva alla semina vera e propria, che deve essere eseguita con dosaggi superiori a una normale semina: nell’ordine cioè di 50/60 gr al metro quadrato. Il seme va distribuito a spaglio, nella maniera più uniforme possibile o manualmente, oppure con attrezzatura specifica.

Molto importante è la scelta del miscuglio da distribuire, che non deve essere tanto diverso da quello utilizzato in fase di impianto. Si rende necessario un unico accorgimento che è quello di preferire un mix con una percentuale di Lolium perenne più alta del normale, al fine di rendere la germinazione più rapida.

Fatta la semina conviene coprire il seme con un velo di terriccio, costituito dal 70% di sabbia silicea e un 30% di sostanza organica. Quest’ultima può essere torba fine o terriccio per prato, il tutto uniformemente miscelato.

N.B. Questa operazione diventa indispensabile se è stata fatta una carotatura. 

Per incorporare il seme e il terriccio al terreno, è necessario strisciare sulla superfice una rete o un tappeto. A completamento del lavoro, si deve quindi eseguire una concimazione con concime ternario ad alto valore di fosforo, che aiuterà le giovani piantine appena germinate ad accrescere le proprie radici.

Il compito del concime non si esaurisce qui: gioverà anche alle piante esistenti per superare gli stress creati dalle operazioni eseguite in precedenza.

Successivamente sarà necessario provvedere a un’altra concimazione con prodotti a lenta cessione, sempre ternari, prediligendo quelli ad alto contenuto di potassio, per garantire il giusto nutrimento durante il periodo invernale.

Cosi facendo abbiamo preparato il tuo prato ad affrontare tutte le avversità invernali. La trasemina – in realtà – andrebbe fatta sempre: anche quando il prato non presenta grossi diradamenti. Perché più il prato è compatto e folto e meglio resiste a tutti gli stress meccanici e fisici. Anche le malattie fungine tipiche del periodo inverale, con un prato ben nutrito, troveranno un valido ostacolo alla propria diffusione.

 Articolo di Andrea Cappuccini |perito agrario |superintendent golf

Di stagione in stagione.

 

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di Linea Verde Nicolini