Nel suo libro Una storia verde e blu, Pier Luigi Nicolini accenna – come giusto – alla presenza della via Francigena, che ‘accarezza’ anche il nostro grande giardino di campagna. Tu ci sei mai stata/o lungo questa antica via?

Vale la pena sul serio di farci un giro, più o meno lungo, a piedi oppure in bici o a cavallo. Anche semplicemente partendo dalla nostra ‘vetrina stagionale’.

“La pineta de La Trinità fu piantata, oltre cento anni or sono, da Vincenzo e Luigi Nicolini, figli di Domenico (+ 1863) – ‘il bolognese’ – e di Settimia Montori (1818 – 1893). È ubicata tra la via Cassia (S.S. 2), la ferrovia Roma-Viterbo (FF.SS.), la via Claudia Braccianese (S.S. 493) e la (consorziata) via de La Trinità. È attraversata da un tratto della strada pubblica c.d. doganale oriolese (presumibilmente la via Francigena dei romei e percorso – un tempo – di mandrie e greggi per fiere e transumanze), che il Comune di Capranica, con unanime delibera consiliare dell’8 aprile 1960, intitolò appunto al ven. Galileo Nicolini (1882 – 1897), figlio di Luigi Nicolini e di Loreta Lucciola (1853 – 1902), il quale da bambino partecipò alla stessa piantagione della pineta…”. P.L.N. Una storia verde e blu

Il racconto di Pier Luigi – seppur qui così sintetico, in forma di memoria stringata e più fotografica che letteraria – siamo certi che ti abbia comunque già suggerito delle emozioni: un cammino dove da secoli si va con passo lento, sulla polvere chiara della strada.

Grande linea europea, qui nella Tuscia la via Francigena si fa più intima e trasuda ancora di ricordi agricoli e quasi domestici, pur essendo ricchissima di vestigia (talora importanti, altre volte piccole perle) del passato. D’altro canto negli ultimi anni pellegrini e camminanti sono tornati a moltiplicarsi in modo esponenziale anche in questo tratto, affascinati dalla natura e dalla vicina meta di Roma.

Molto spesso, in modo simpatico, questi globe-trotter si affacciano anche al nostro centro di giardinaggio o si trovano in piccole frotte dentro al paese: è sempre una gioia incontrarli.

Quanti passi, sulla via e dentro il verde!

Ti interessano un po’ di numeri? Sì, sono sempre interessanti. Noi ne abbiamo recuperato qualcuno, relativo appunto alla via Francigena. Fanno quasi venire la pelle d’oca, soprattutto se si pensa che – nonostante questa crescente mole di passaggi – qui da noi la natura non ne è stata intaccata in modo negativo. Anzi, in linea generale, si tratta soltanto di una ripresa vitale.

I numeri della Francigena

  • Nel 2022, per esempio, la via Francigena in Italia è stata percorsa da circa 50mila pellegrini.
  • A seguire, nel 2024, ha registrato un +20% di pellegrini sotto i 25 anni, e partecipanti provenienti da 50 nazioni.
  • L’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha quindi fissato l’obiettivo di 100mila pellegrini all’anno per il percorso italiano (fonte ANSA).

La via Francigena nella Tuscia Viterbese

Più nello specifico, nel Lazio il tratto della via Francigena ‘nord’ è lungo circa 160 km e si articola in nove tappe che conducono fino a Roma.

La parte che ci interessa è ora quella che da Vetralla raggiunge Capranica, prima tra i boschi del Monte Fogliano e poi tra i noccioleti, ogni tanto con ampi spazi aperti alla luce.

Il profumo della terra, la quiete, i suoni. Al netto dei dati tecnici (chilometri, altitudine, tempo medio di percorrenza…), camminare sulla ‘nostra’ via Francigena è un esercizio ritmico benefico e un’esperienza carica di stimoli per l’immaginazione. Se vuoi carpire i segreti più profondi di questo territorio, te lo consigliamo davvero questo cammino (!).

  • Il percorso è anche documentato come Tappa 42 Vetralla-Capranica sulla via Francigena.
  • È composto da circa 15-16 km e si percorre su per giù in 4 ore.
  • L’escursione suggerita parte da Vetralla, salendo verso il bosco di Monte Fogliano, attraversando tratti di campagna coltivata, fino alle Torri di Orlando. E quindi proprio giungendo a La Trinità, prima di arrivare a Capranica.
  • Lungo tutto questa strada, la segnaletica è definita buona dalle recensioni on-line (e questo non è certo un elemento da sottovalutare).
  • Quanto alla difficoltà, la zona è adatta per camminate e trakking (livello medio).

Il filo del paesaggio, tra natura e borghi

Eccola lì, La Trinità: la fila dei Pini tra le onde della collina, magari vicino al grano estivo e sempre accanto al filo della memoria della via Francigena.

Lei, la Francigena, ha appena passato i boschi del Monte Fogliano e ora si getta nella campagna. Con qualche variazione altimetrica, ma senza mai cedere all’asfalto.

Quando ci supera, scende giù a Capranica. E lì si sgomitola dentro la struttura urbana: vicoli con scalinate, archi e percorsi stretti. Il tutto dominato dal Castello degli Anguillara e dal suo magnifico orologio, che rintocca nella notte e nel giorno come fosse una favola.

Ma – tra salite e discese, verde intenso e strade bianche – è anche Vetralla (che invece sta a nord de La Trinità) ad essere indicata come punto significativo sulla via Francigena. Del resto, non sarà un caso che proprio lì – nel 2024 – il pittore Alessandro Ridolfi ha realizzato un murale intitolato Il Cammino e dedicato per l’appunto alla via.

Itinerario Culturale Europeo riconosciuto dal Consiglio d’Europa, il percorso collega dunque non solo natura e paesaggio, ma anche identità locali e arte. Aprendosi all’esperienza immersiva degli escursionisti, dei pellegrini religiosi e dei camminatori di tutte le età.

Il lavoro dell’uomo

Non dobbiamo tuttavia dimenticare anche il lavoro dell’uomo, che – allacciando il passato al futuro – conduce gli sguardi raccolti lungo la via Francigena verso una maggiore consapevolezza della storia qui condivisa, in particolare attraverso le varie fasi d’introduzione della coltura del Nocciolo (ma non solo).

Così, in tutto questo s’innesta anche in modo chiaro e visivo la presenza de La Trinità e dei suoi fondatori: con tutta la sua vicenda – passata, presente e futura – di cura produttiva e mestieri legati al verde. Tra Querce, viali e giardini, campi arati.

Le Torri di Orlando e altri punti d’interesse

Davvero a due passi da noi, sempre sulla via Francigena, c’è il sito delle Torri di Orlando o Querce di Orlando: un luogo estremamente attraente, di cui abbiamo già avuto modo di parlarti qui sul nostro blog. 

Ruderi, memoria, epoche sovrapposte: le Torri di Orlando sono indicate come monumento funerario del I secolo a.C. con successiva trasformazione medievale. Una vera sorpresa per chi se ne va sulla via. 

Ma – prima ancora, procedendo da Vetralla verso sud – potresti  esserti fermata/o a vedere altro. 

Monastero Regina Pacis (La Cura di Vetralla)

È un complesso monastico di grande valore spirituale e storico, con chiesa edificata nel 1575 dai cappuccini. Qui il cammino incontra la spiritualità, il raccoglimento.

Schema del tragitto

TAPPE PRINCIPALI

1️⃣ Vetralla – punto di partenza

  • Descrizione: borgo etrusco-medievale, crocevia di pellegrinaggi.
  • Suggestione: un passo lento, che sa di terra e di storia.

2️⃣ Monastero Regina Pacis

  • Coordinate: 42.407 N – 12.130 E
  • Focus: il raccoglimento, il limite tra rumore e silenzio.

3️⃣ Bosco di Monte Fogliano

  • 42.424 N – 12.130 E
  • Focus: la faggeta della Tuscia, la luce che filtra fra i rami.

4️⃣ Torri di Orlando

  • 42.445 N – 12.156 E
  • Focus: ruderi, memoria, leggenda.

5️⃣ Noccioleti e Querce secolari

  • 42.440 N – 12.150 E
  • Focus: paesaggio agricolo, lavoro dell’uomo, continuità con la Trinità.

6️⃣ Attraversamento della Via Cassia

  • 42.452 N – 12.152 E
  • Focus: una metafora di ‘incontro di epoche’.

7️⃣ Capranica – borgo d’arrivo

  • 42.239 N – 12.136 E
  • Focus: stradine, archi, memoria di pietra; l’arrivo non come fine, ma come nuova tappa.

Conclusioni

Il cammino condiviso, di cui la via Francigena è al tempo stesso rappresentazione metaforica e realizzazione concreta, non ha mai fine: ogni volta che qualcuno ne conclude un ciclo, altri lo ricominciano. E questo ci pare un pensiero bello da condividere, anche nell’ottica – diversa, ma non poi così lontana – della vita produttiva e aziendale. Un simbolo di eredità e di continuo processo in costruzione, nel rispetto del passato e dell’ambiente. 

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini

Line Verde Nicolini
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