Giovanni Eugenio Nicolini al mare con i figli Letizia e Giorgio da bambini

“Io vivrò con te
Ogni giorno comincia
Dove i baci finiscono
Ora che è inevitabile
Un dolore fantastico
Nei minuti che restano
Per sempre…”.

Gianna Nannini / Isabella Pozzi, Ti voglio tanto bene

Quel giorno d’inizio febbraio, mentre giravano le nuvole, è cominciato col primo passo che ci allontanava. Ma pareva impossibile che potesse succedere. Sembrava un evento tanto impensabile che, uguale e contraria, nasceva subito dentro di noi una rincorsa: un moto interiore ad aggrapparci ad ogni parola e ad ogni immagine capace di riportare Nanni subito vicino&vivo. Anzi, vivace: in mezzo a noi, come sempre.

Così quella musica, cullata durante vacanze senza (quasi) pensieri e all’improvviso profetica, è diventata a partire da quelle ore una colonna sonora cui assicurarsi, tra incredulità e speranza. Poi, nel dolore, forse l’abbiamo anche urlata. Ma, in qualche modo, è stato sempre con animo dolce e pieno di tenerezza.

“Ti voglio tanto bene
E ci sarò per te
Se sentirai nel cuore
Un amore che non c’è…”.

Gianna Nannini / Isabella Pozzi, Ti voglio tanto bene

Lasciare andar via così di fretta Nanni è stato uno strappo molto molto doloroso: per ognuno nella famiglia e nell’azienda, in modo simile seppur diverso. Ma tutti abbiamo presto scoperto che lui – il nostro fratello più esuberante, generoso e intuitivo – ci vuole continuare a raggiungere: con la sua voce che non sbiadisce mai, cui ora cerca di fare eco il coro delle nostre (forse più incerte o forse, finalmente, più determinate). E allo stesso modo Nanni sappiamo che ci ascolta ancora. E che nell’aria – magari tra i Pini e i Cipressi de La Trinità – lo ritroviamo ogni giorno, presente.

“Io vivrò con te
Guardandoti esistere
E nel sole rinascere
Io lo so che siamo fragili
E con gli occhi degli angeli
Ci guardiamo resistere…”.

Gianna Nannini / Isabella Pozzi, Ti voglio tanto bene

Perciò proseguiamo a sperare nel mondo migliore che piacerebbe tanto pure a Nanni, sotto un cielo che si volta a guardarci stupito o pensoso. Perciò cerchiamo di avere cura di splendere: ognuno come sa e come può. In nome dei figli, di un amore speciale, di un bene che va sempre nutrito di verità e (soprattutto) d’indipendenza di pensiero. Se possibile, senza paura di continuare a vivere.

Eh… No, Nanni non ha avuto paura di vivere: non ha temuto di provare strade diverse. Lui non si è tirato indietro quasi mai dall’essere esplicito e manifesto, quando c’è voluto o quando semplicemente se l’è sentito. Non ha mancato di essere attivo e proattivo, quando richiesto o quando ancora ha percepito di doverlo fare.

Per via di tutto questo il suo nome – quello intero o quello più affettuoso e familiare – continua ad essere lucente anche per tanti altri intorno. Non certo a caso, a salutarlo è arrivata un sacco di gente: dai vicoli di Capranica alle vie più lussuose di Roma…

Il ritorno nel 2020 e i progetti

Giovanni Eugenio Nicolini accanto a un mezzo meccanico durante un intervento dimostrativo

Giovanni Eugenio Nicolini – tanto per cominciare – è un uomo semplice (ma non troppo!) e un tipo impulsivo. Spesso ci è capitato di rimproverargli proprio di ‘partire in quarta’. Però abbiamo sempre sentito anche la sua intelligenza pronta, che gli ha in definitiva reso possibile un confronto onesto con il suo vissuto: cercare il modo di perdonare gli inciampi degli altri e di se stesso. Con la voglia vera di andare oltre, con un pizzico di umiltà: fino alla prossima fermata.

Dopo gli inizi come geometra accanto ai fratelli, per un lungo periodo ha operato in proprio e fatto esperienze di lavoro lontane da Linea Verde Nicolini srl. Ma come Socio dell’attività di famiglia non ha mai smesso, per la verità, di seguirne l’andamento e le problematiche. Poi, dal 2020 è tornato più attivo e operativo in azienda, recuperando anche mansioni e incarichi svolti in precedenza. Progetta così, infatti, di dare un aiuto più sostanziale ai suoi e a tutti i collaboratori, in sintonia col piano aziendale che andiamo attuando e i nuovi obiettivi che ci siamo dati per il medio/lungo termine. La sua attività autonoma, del resto, gli sta dando l’opportunità di un giro di vite e di ripensare nuove prospettive. In tal modo Nanni comincia a recuperare la gestione di alcuni cantieri storici, come quello del Consorzio di Casal Palocco. Cantieri da lui portati avanti con premura speciale per le relazioni sia esterne che interne. Contesti in cui l’azienda si occupa da decenni della gestione delle alberature, dei prati, di alcuni clienti privati.

Possiamo fare ragionamenti non corretti. Ma i sentimenti sono sempre veri

Collage di immagini di Giovanni Eugenio Nicolini con i familiari, in diversi tempi, nella natura

“Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno/ con amore ed umiltà potrà costruirlo”

(tanto per fare un’altra citazione musicale&poetica cara a Nanni).

Canzone di S. Damiano di Claudio Baglioni, Riz Ortolani

Su quest’onda, il legame di Nanni con l’azienda è fortissimo: anche negli anni in cui ha partecipato solo come Socio e non come collaboratore attivo, il suo ‘tifo’ per la nostra storia e il nostro futuro nella sostanza non è mai mancato. E poi, tornato negli ultimi anni a gestire la logistica dei cantieri, ha messo tutto se stesso. Per far continuare a brillare l’esperienza di sempre, ma senza scollarsi anche dall’idea che occorre guardare con interesse alle vie nuove.

Infatti Nanni era (pardon, è!) curiosissimo delle albe che verranno, essendo cosciente che i ritmi e i linguaggi del mondo là fuori vanno percepiti in tempo.

Oggi lo immaginiamo che ci cammina accanto con lo stesso desiderio di capire. Forse a volte si arrabbia ancora un po’ per le ‘quotidianità’ che possono scivolare di mano in modo maldestro o per qualche tegola che cade tra capo e collo. E capita, d’altronde, nelle migliori famiglie e nelle migliori aziende. Anche lui, stiamone certi, questo lo capisce e lo condivide da sempre.

Soprattutto, però, Nanni ci continua a dare una mano – nel suo modo fulmineo, eppure attento – quando c’è da impegnarsi per una scalata difficile. Ci viene a dare uno strappo per accompagnarci alla meta più veloci. Non si dimentica di esserci, premuroso, con azioni naturali eppure così significative. Come è significativo un saluto, un abbraccio, la frase di una canzone. Il lascito o meglio la delega – profonda e non solo materiale – che si fa a un fratello, a una sorella, a un figlio e a una figlia.

Con lo sguardo sereno di chi ha compreso il valore immenso&concreto di un ti voglio tanto bene.

Giorgio Nicolini: da 14 anni presente sul campo in mezzo a noi

Giorgio Nicolini in giardino con il suo cane

Dentro l’abbraccio paterno di Nanni – molto somigliante eppure così differente – c’è il nostro Giorgio. Di suo padre ha attitudine alla meccanica e bontà d’animo, anche se forse è un po’ più schivo e introverso.

Giorgio conosce in modo approfondito i caratteri di tutti gli operai e i collaboratori interni: ci si alza presto la mattina insieme, si fanno programmi, si aprono e chiudono cantieri importanti, si festeggiano le date da ricordare e si corre in supporto uno dell’altro.

Dopo essersi diplomato all’Istituto Tecnico Agrario, ha concluso il Corso di Superintendent della FIG – Federazione Italiana Golf. Questo significa che Giorgio ha studiato tutti gli argomenti specialistici necessari alla costruzione, alla manutenzione e alla gestione di un campo da golf. In particolare, durante quel percorso e poi nei primi anni in azienda, si è dunque concentrato sulla gestione dei tappeti erbosi, tra sistemi d’irrigazione e di drenaggio. Tutt’intorno, sempre, la sua passione a 360° per la natura.

“Sapere di green, fairway, bunker e altri elementi del campo golfistico non significa certo non pensare anche a quello che sta ‘sopra’ il tappeto erboso: bisogna conoscere il patrimonio arboreo e quali specie possono essere – per esempio – più adatte ai percorsi di gioco. Per questo un greenkeeper conosce anche le tecniche di potatura e di gestione dello sviluppo degli alberi”, spiega con sobrietà Giorgio. “Poi, certo, chi fa questo mestiere è soprattutto molto ferrato in sistemi d’irrigazione (tutte le componenti, come si deve gestire al meglio l’acqua per garantire la salute del prato… E non solo questo!)”.

Perciò oggi Giorgio ci aiuta ben oltre gli spazi del verde sportivo e questa sua trasversalità si dimostra strategica anche per altri target preferenziali di LVN: tecniche specifiche come la tosatura, l’aerazione e la fertilizzazione dei prati tornano utili sempre. Per esempio, quando abbiamo a che fare con gli enti o con altri clienti B2B di diverso tipo (alberghi, aziende in generale, privati piccoli e grandi). Tutti gli acquirenti dei nostri servizi per il verde, del resto, apprezzano persone così tranquille e gentili, in grado di spiegare in modo chiaro come si devono comportare col loro spazio aperto.

“Le manutenzioni vanno pianificate bene e noi lo facciamo col massimo della diligenza, in azienda. Si programma ogni attività, facendo triangolazioni non sempre facili tra la gestione del personale e i fornitori”, conclude Giorgio. Poi guarda l’orologio: ha tre splendidi bambini piccoli, uno più bello dell’altro, e adesso è tardi: deve correre a recuperarli a scuola. Gli si accende un sorriso. Ci saluta con il rispetto che si deve ai più anziani e il calore che si riserva agli affetti più cari.

Dai, Gio’!! Avanti tutta: ci ri-vediamo domattina presto, su quel cantiere o sull’altro, nella sala riunioni o in officina, alla macchinetta del caffé o a fare un po’ di ordine sotto un viale de La Trinità.

Letizia Nicolini: scelte salutari, cavalli e tanto tanto verde

Letizia Nicolini a cavallo in un bosco, immersa nella natura

Letizia è una persona dinamica: non è facile fermarla, proprio come non è realistico impedire ai suoi cavalli di correre o di trottare. Come loro ha bisogno del gruppo, ma di certo non si arrende se si ritrova da sola. Anzi, forse proprio nei momenti in cui si percepisce un po’ più ritirata, matura le idee migliori e si fortifica nei suoi proponimenti. Insomma, a noi oggi Letizia sembra proprio uno spirito libero.

Dunque, ‘i vecchi’ stanno adesso qui a guardarla con una certa curiosità e molta speranza: “Non ci deludere, Letizia”.

Di solito, infatti, gli spiriti liberi come lei sono più aperti di altri a nuove idee e soluzioni: incoraggiano il gruppo ad uscire dalla zona di confort e appoggiano chiunque cerchi opportunità inedite (e sensate!) all’interno del gruppo. Di solito sono collaborativi, pur non rinunciando mai ad esprimere le loro opinioni. E ci tengono a migliorare la comunicazione e la fiducia reciproca.

A suffragio di questa valutazione di Letizia, ci sono a nostro parere anche altri elementi. In questi suoi primi trent’anni, infatti, ha dimostrato determinazione nel perseguire il suo sogno più grande: lavorare e vivere per i cavalli (per questo è diventata Istruttrice OTAL di equitazione e Ausiliario di Riabilitazione Equestre, diplomandosi infine presso l’IFOA – Scuola di Osteopatia Animale). Ha d’altronde dimostrato – proprio per potersi mantenere nei suoi studi, da Scienze Forestali a Viterbo alle specializzazioni già indicate – una significativa capacità di adattamento, sperimentando situazioni lavorative diverse e con necessità di approccio al cliente non sempre banali.

Per questi motivi, l’abbiamo intanto invitata a partecipare al neonato Comitato di Gestione La Trinità Nicolini. Un progetto cui lei già dà prova di essersi legata, nel rispetto dei ruoli e delle età diverse dei partecipanti. Un contesto in cui anche Letizia potrà e saprà maturare le sue capacità di problem solving.

Sì, ne siamo abbastanza convinti: una persona che ama così tanto gli animali e la natura come Letizia non può non essere motivata in modo forte al benessere collettivo e alla riuscita dei progetti che la appassionano. Quindi ci apriamo a conoscerla sempre meglio, non escludendo diverse possibilità di integrazione e collaborazione con questa giovane risorsa interna. Facendo del nostro meglio per metterla nella condizione di evolversi in modo stimolante, creativo e produttivo.

P.S. Comunque, Letizia è già stata premiata dal destino: con una bimba piena di capelli rossi, pronta a salire su un cavallo speciale, sempre allegra e sempre in corsa come Pippi Calzelunghe. Oplà, si parte per nuove avventure!

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini

Line Verde Nicolini
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