Voglia di colori: le infiorate tradizionali nella Tuscia Viterbese
Oggi facciamo finta di fare un viaggio: un viaggio per ora immaginario, evocativo. Ma anche un viaggio molto sensoriale, quindi realisticamente predisposto a concretizzarsi nella prossima stagione. Basta pensarlo, programmarlo, desiderarlo. Perché le infiorate della Tuscia sono lì che ci aspettano.
Quando il territorio sboccia tutto insieme
Le infiorate, da sempre, sono una sorta di ‘gesto collettivo’. Ogni partecipante ci mette la propria competenza, la propria creatività, il proprio lavoro. Però, alla fine, quello che conta è ‘il tappeto della comunità’: la gioia di tutti.
Si tratta, insomma, non di una semplice (si fa per dire…) decorazione della città o del paese, bensì di una grande azione condivisa. Tutti si alzano presto. Tutte le mani lavorano, magari in diverso modo. E i fiori diventano un mezzo di comunicazione universale.
Il tempo di questo rito è un tempo che la comunità conosce e riconosce da sempre: senz’altro ha il suo apice e i suoi momenti di leggera ansia, di attesa trepidante. Ma resta, comunque, lento. Anzi, più precisamente: sostenibile.
Allora, se anche tu vuoi entrare in questa sorta di macchina spazio-temporale – che permette di tornare al passato delle mille infiorate che sono state e, allo stesso tempo, consente d’immaginare le future – salta su! L’articolo che ti proponiamo si può fare bicicletta, carretto, calesse, treno, autobus, macchina persino elettrica. E ti può depositare lungo un percorso caldo e accogliente. Una narrazione che, speriamo, saprà farti venir voglia di metterti in cammino e di vedere ancora più da vicino. Al momento giusto, tra i fiori.
Fiori, stagioni, memoria
Di petalo in petalo, verrebbe da dire. Il sapere dei maestri infioratori, anche nella Tuscia, è un sapere antico e condiviso: lo custodiscono gli artisti che preparano i quadri floreali destinati alle strade e alle piazze; lo conoscono bene i tanti volontari locali che sostengono con il loro impegno lo sforzo di mantenere in vita i vari appuntamenti, in particolare in occasione delle feste patronali o di altre importanti ricorrenze religiose (Corpus Domini, etc).
Sono loro che si prodigano per recuperare i petali (colori, sfumature, profumi…) necessari a comporre i tappeti alla perfezione. Sono loro che, raccogliendo il meglio dei materiali naturali, regalano ai fedeli e al pubblico di passaggio delle vere e proprie opere d’arte. Ogni anno diverse, ma sempre sorprendenti.
In tutto questo, poi, la comunità locale non dimentica: confronta, gioisce, applaude e – soprattutto in questi ultimi anni – immortala in immagini video-fotografiche. Mah… Si potrà mai fare un paragone oggettivo tra ieri e oggi? Forse no. Tuttavia è bello, alla fine, anche confrontare e arrivare alla conclusione che allo stupore non c’è limite. Ché la festa, in barba alle brutture del mondo, può essere sempre più grande.
D’altronde, cosa potrebbe la manualità delle donne e degli uomini senza la complicità stretta della stagione? Ogni anno – in particolare a Bolsena, ma anche in tutti gli altri paesi limitrofi dove si fanno le infiorate – arrivano manciate di Acacia, Calendule, Garofani, Ginestre, Fiordalisi, Margherite, Ortensie, Papaveri, Rose. Sono come pastelli colorati a disposizione di appassionati pittori, pronti a raccontare quanto la nuova stagione sia fresca e nuova. Mentre anche la Sulla (‘fojone’) e il Finoccho, la Menta, il Timo ci aggiungono altri dettagli e profumi.
Aromi naturali e fondi di caffè, foglie e segatura, piante spontanee ed essenze selvatiche, semi e truccioli colorati possono aiutare a dare profondità e dettaglio al disegno dei petali rossi, gialli o bianchi. Nella luce di maggio e, ancora più, nel sole di giugno.
Infiorate nella Tuscia Viterbese: appunti di stagione
Le infiorate tornano ogni anno tra maggio e giugno, in occasione di feste patronali e, soprattutto, del Corpus Domini.
Tra i luoghi dove questa tradizione è particolarmente sentita:
- Bolsena
- La data ufficiale è legata alla domenica del Corpus Domini. Dipenderebbe dunque dal calendario liturgico, ma negli ultimi anni (2025) il periodo indicato dagli organizzatori è sempre intorno al 20 giugno.
- Montefiascone
- Anche qui l’infiorata viene realizzata per celebrare il Corpus Domini, quindi tra fine maggio e inizio giugno.
- Grotte di Castro
- Il paese festeggia l’8 settembre Maria SS del Suffragio, arricchendo tutto il borgo antico con splendidi tappeti floreali artistici.
Questi sono solo gli eventi più importanti e conosciuti legati alla consuetudine delle infiorate nella nostra zona. Tuttavia anche altre località della provincia di Viterbo e altri borghi della Tuscia propongono tradizionalmente questo tipo di riti.
A Capranica la tradizione è molto sentita, in particolare durante la Processione del Santissimo Crocifisso (prima domenica di maggio). Così, durante la notte precedente, la piazza San Giovanni si trasforma e si riempie di tappeti floreali, capaci di raccontare storie ed emozioni.
Le date possono variare di anno in anno. Il consiglio è semplice: lasciarti guidare dal calendario della primavera corrente e dalle voci che arrivano dal territoro.
Link interessanti:
La Tuscia cammina su tappeti di fiori
Vedrai, quando verrai davvero tra i nostri borghi, dentro le strade e in mezzo alle piazze: i mosaici dei fiori sono sul serio un lungo racconto. E il paesaggio ci sta in mezzo, non si può certo tira fuori da questa regia che intreccia culto, memorie orali e familiari, generazioni.
Certo, l’uso dei materiali che abbiamo virtualmente ‘toccato’ poco fa può variare: a seconda della disponibilità strettamente locale e dell’annata. Ma ovunque, tra Viterbo e Montefiascone e Grotte di Castro, tutti si trovano d’accordo su un fatto: “Si è fatto sempre così”. E non è, questa, una frase che parla di rigidità o, peggio, di noia. Chi la formula aderisce, a tutte le età, con un entusiasmo che non si spegne. Sa che la cura è in questo lascito.
Preparare un’infiorata è già una festa
In rete puoi trovare mille elenchi turistici dei luoghi dove le infiorate si svolgono. Si tratta di itinerari molto pratici e utili. Noi stessi ti abbimo segnalato, nel box, qualche link utile. Ma qui quello che ci preme di più, forse, è passarti dei frammenti di emozioni. Una scintilla che ti faccia venir voglia – come dicevamo – di prendere e venire.
Per esempio, può essere interessante capire non solo ‘dove andare’, ma anche comprendere in che modo e in che forma accadono le cose. Insomma, per dire, il prima che conta quanto il giorno stesso. O il dopo, perché no?!
Allora vogliamo, adesso, provare a farti percepire la bellezza della raccolta dei fiori. E poi la progettazione dei disegni. Il lavoro notturno o all’alba. Il silenzio concentrato, rotto probabilmente solo da poche parole.
L’attesa e la cura dei dettagli sono i veri protagonisti – a nostro parere – di questi appuntamenti intensi e indimenticabili. Ne riparleremo, se ti fa piacere, quando anche tu avrai visto coi tuoi occhi e sentito con le tue orecchie cosa significa un’infiorata di primavera. Tra i boschi e le colline della Tuscia.
Voglia di primavera, voglia di partecipare
I colori, certo. I colori sono sempre, in natura, una sorta di promessa. Quelli della fine dell’inverno anticipano la primavera. Quelli della memoria sollecitano desideri. E così la storia non è mai completamente in bianco e nero, ma anzi si protrae verso il presente con delle sfumature che prendono via via densità. Come dentro il sole che si alza più in alto, lungo una bella giornata.
Già. Forse si tratta sempre di rincorrere una rinascita. E cosa c’è di più legato alla rinascita che un’infiorata?! Un modo per dare ritmo, insieme, al tempo che ritorna. Alla natura che non demorde (e noi con lei).
Un rito che continua
Ci verrai, allora, a vivere almeno una delle infiorate della Tuscia? Noi ti aspettiamo, sai. Per sbirciarle anche da La Trinità, magari cogliendole lo spirito per una piccola ‘citazione’ durante un matrimonio o una festa.
A noi piacciono perché sono sempre vive, e tengono insieme il sacro e il quotidiano. Parlano di un territorio che non consuma, ma costruisce e reinventa. Partendo (quasi) dal niente. Un petalo, una foglia, una preghiera.