RADICI nel TEMPO 2026: due giornate di paesaggio, cultura e incontro a La Trinità
Non sappiamo se c’eri anche tu, venerdì e/o sabato u.s, nella serra piccola e fiorita del nostro centro di giardinaggio. Per questo oggi, passate la giornata di studi e quella dedicata agli incontri di RADICI NEL TEMPO, pensiamo sia utile restituirti almeno una parte dell’esperienza vissuta. Un racconto dell’evento, ma anche una sintesi dei momenti più importanti e della prospettiva condivisa.
Siamo soprattutto convinti che in ogni tipo di organizzazione, ancor più se gestita in rete con amici e stakeholder esterni, sia utile e bello individuare con chiarezza una visione futura.
Ci siamo d’altronde trovati tutti d’accordo: l’ideatore ed organizzatore principale, Gabriele Imperatori; l’architetto Federico Bordin, chairman della giornata di studi e collante prezioso tra LVN e i numerosi ospiti; il nostro team al completo. Sì, abbiamo tutti sottoscritto all’unanimità che questa due giorni è stata un bel numero zero di un format ripetibile. E quindi una semina importante e rilassata di rapporti, scambi e idee.
Anche per questo ci ha fatto piacere che RADICI NEL TEMPO sia stata inserita nel calendario nazionale del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 promosso da ASviS, grazie al lavoro di coordinamento e candidatura seguito dalla nostra area comunicazione. Un piccolo segnale, forse, ma coerente con il desiderio di costruire connessioni reali tra paesaggio, sostenibilità e cultura del verde.
In attesa degli atti della giornata di studi, che saranno a breve scaricabili in .pdf da questo sito, ti raccontiamo dunque cosa è successo. Magari, via via, anche con una buona suggestione di immagini. Per lasciarti in particolare il messaggio che – al di là del programma – alcuni eventi vengono strutturati proprio per aprire una strada.
La giornata di studi: paesaggio, sostenibilità e nuove prospettive
Se c’eri già lo sai. Per due giorni gli spazi aperti al pubblico de La Trinità si sono trasformati in un tavolo di discussione e approfondimento: non solo accademico, ma anche divulgativo e progettuale.
Abbiamo visto attraversare la nostra ‘vetrina stagionale’ e il nostro grande giardino di campagna da sguardi attenti e partecipi ai nostri stessi obiettivi: predisposti ad occuparsi e preoccuparsi dell’architettura del paesaggio, del ruolo delle risorse nel futuro dell’umanità e dell’agricoltura. Naturalmente ispirati in tutto questo anche dall’arte e dalla convivialità.
Li abbiamo accolti con un richiamo ai 161 anni della storia della nostra azienda. Un breve video che, senza retorica, volevamo fosse capace di dare l’idea di apertura che pensiamo ci contraddistingua da sempre. Senza cerimoniali superflui, ma con la consapevolezza del valore reale di certi incontri.
Se le condizioni atmosferiche non ci sono certo state d’aiuto (a maggio ci si aspetterebbe sempre in qualcosa di meglio…), il clima relazionale della giornata è stato caldo e in genere soffuso da una sincera corrispondenza di intenti. Per cui nuovamente ringraziamo Gabriele del network che è stato in grado di costruire per e con noi.
Ciò che ci è piaciuto e che vorremmo continuare a perseguire anche attraverso altre iniziative simili, come d’altronde già attivato anche in passato, è il dialogo interdisciplinare. Quel che è soprattutto emerso ancora una volta, infatti, è quanto sia importante il confronto.
Perciò nei mini-box che ti proponiamo di seguito per sintetizzare ciascun intervento non ci sogniamo nemmeno di poterti riconsegnare in toto la reale temperatura del contesto. Bisognava esserci, in effetti, per cogliere i dettagli che sono stati in grado di costruire i temi più forti, gli spunti più rilevanti e il peso delle domande lasciate aperte dal dibattito.
Tuttavia, al netto dei riassunti più ‘accademici’ che eventualmente potrai scaricare non appena saranno pronti gli atti, qui per noi è giusto dare almeno un assaggio dei tanti input che ci siamo scambiati nella giornata di studi. E della riconoscenza reciproca che alla fine ha caratterizzato tutta la proposta.
Formazione e futuro del settore: intervento del dott. Stefano Ianieri - presidente FORMAGRI
Il primo spunto di riflessione è quello che ci ha proposto il dott. Stefano Ianieri a proposito dell’aggiornamento professionale e dell’importanza della formazione continua in agricoltura, di cui appunto l’Associazione FORMAGRI Italia APS si occupa.
Le parole e le immagini del presidente di FORMAGRI ci hanno ancor più convinti – se mai fosse stato necessario – della necessità vitale di ampliare e fortificare le competenze per il verde nel mondo contemporaneo. Con apertura saggia e approfondita anche verso le nuove tecnologie. Evitare d’intraprendere questo tipo di passi, oggi, equivale alla morte imprenditoriale.
Foraging, officinali e coltivazione idroponica: intervento di Stefano e Luca Ianieri - FORMAGRI
Sempre grazie a FORMAGRI Italia APS siamo poi scesi in un ambito più pratico e applicativo, raccogliendo indizi in particolare sulla coltivazione idroponica e il suo utilizzo concreto non solo nelle situazioni di grande scala, ma anche nell’orto casalingo. Curiosità sempre molto stimolanti e connessioni tangibili tra innovazioni e gesti antichi. Senz’altro utili pure nel nostro specifico contesto aziendale.
Droni, mapping e lettura del territorio: intervento di Massimiliano di Massimo - Ifly technologies
L’intervento video trasmesso a cura di Ifly technologies ci ha quindi fatto planare sul paesaggio attraverso l’utilizzo dei droni. Si è trattato di un contenuto molto tecnico, ma al tempo stesso anche evocativo.
L’agricoltura di precisione – nel futuro come nel presente – non potrà mai più prescindere dalla possibilità di leggere il paesaggio dall’alto. E la tecnologia, d’altronde, è ormai uno strumento indispensabile alla comprensione dello stato di salute e delle evoluzioni possibili del verde. Sia produttivo che arboreo in generale.
Architettura del paesaggio e sostenibilità ambientale: gli interventi degli architetti e degli altri professionisti legati alla cultura del verde
Nel pomeriggio del 15 maggio il filo conduttore è diventato più strettamente architettonico ovvero legato al verde come infrastruttura culturale. Il benessere in città, la memoria e la biodiversità sono stati toccati – in diverso modo – da ben quattro interventi, tutti molto interessanti e coinvolgenti.
- Il dott. Livio Livi – professionista con una solida esperienza internazionale nel settore energetico, che ha guidato trasformazioni organizzative appunto nel senso della sostenibilità e della transizione energetica – ci ha introdotto all’esperienza di Friends of the Botanical Garden of Rome. Dell’associazione non ha semplicemente presentato le attività (per altro molto stimolanti), ma ci ha fatto ben comprendere gli intenti rinnovati. Non solo obiettivi di divulgazione botanica, dunque, ma traguardi raggiungibili in termini di comunicazione, di fronte alla necessità sempre più diffusa di ‘vivere il verde’. Necessità che pubblici eterogenei e trasversali manifestano tutti in modo evidente.
- Un concept di Massimiliano Ciccalotti Architects per piazza Verdi a Roma ci ha quindi portati dentro lo storitelling di una proposta di ri-composizione urbana. Si tratta di un progetto dove la natura viene proposta in modo deciso, ma anche soffuso, con il fine non solo di ‘assolvere a un dovere strumentale’, ma di aderire dall’interno a una composizione urbana pensata sul serio e sostanzialmente diversa. Dove le piante sposano la musica e la memoria storica.
- Grazie a Federico Bordin architettura del paesaggio e alla stessa Linea Verde Nicolini srl abbiamo poi analizzato alcune buone pratiche per la progettazione del verde urbano e privato. Il filo con i contributi precedenti è stato chiaro e stimolante anche per il dibattito, partendo da esempi recenti di commesse e lavori in essere (FAO, ISTITUTO SAN MICHELE, MAXXI).
- In assoluto innovativo e rispettoso dell’ambiente anche l’ultimo contributo, a cura di SSK Studio Architettura probiotica® dell’arch. Simona Kemenater. Lei ci ha infatti parlato del progetto ProbioHouse e di come questa suggestiva esperienza – che si muove tra architettura, microbiota ambientale e benessere nel verde – stia pian piano intercettando le stesse necessità sottolineate anche da tutti gli altri relatori della giornata. In un bisogno crescente di vivere la natura e operare in una concreta sostenibilità.
Materiali, energia e nuovi modi di abitare gli spazi
Almeno due interventi hanno inoltre sottolineato la relazione tra ambiente interno ed esterno, sempre nel segno di una sostenibilità più efficace. Quindi non solo estetica, ma anche funzionale.
- Dagli esterni ci siamo allora spostati (almeno in parte) all’in-door, dove il geom. Silvano Storcè – con grande precisione e capacità di sintesi emotiva e narrativa – ci ha introdotto ai temi del riscaldamento eco-sostenibile nell’architettura contemporanea. In particolare anche grazie a un prodotto di BioKamino presente nel garden, ci ha spiegato i vantaggi pratici e di bellezza mediati da alcune soluzioni che utilizzano il bioetanolo. Applicabili sia in interni che in esterni.
- Subito dopo siamo rientrati nell’arredamento per interni, grazie all’esperienza aziendale presentata da Paolo Costanzelli per Telligraf srl. Qui abbiamo conosciuto le carte da parati altamente sostenibili dal punto di vista ambientale, che questa azienda – di generazione in generazione – sta offrendo al proprio eterogeneo target di riferimento. Con spunti di applicazione, per la verità, anche negli esterni.
Arte, musica e convivialità: il paesaggio come esperienza condivisa
Abbiamo detto che il clima della due giorni RADICI NEL TEMPO è stato caldo, nonostante il vento e la pioggia, e purtroppo anche qualche brutto chicco di grandine. Caldo e narrativo, come piace a noi.
Senz’altro hanno contribuito a questo obiettivo raggiunto le opere pittoriche dell’architetto e scenografo Giorgio Magliocca, diffuse tra le piante per tutto il tempo della piccola kermesse. L’arte, lo sai, non ce la facciamo mai mancare durante i nostri eventi.
Accanto ai grandi quadri, da ricordare assolutamente anche il Mandala partecipativo proposto dell’arch. Laura Aite. Un ‘gioco serio’, che ci ha visto tutti impegnati a scegliere piante e a farle colloquiare in un ‘girotondo’ condiviso. Portatrici non solo di fiori e colori, ma anche di parole e speranze.
Tutto ciò, naturalmente, è stato innaffiato dal vino dell’angolo enoteca&goloserie, stavolta in particolare presente con i prodotti di Castello di Corbara. Tra gli incontri più informali, la musica di Giovanni Casabianca e le interviste radiofoniche di Radio Vacanze.
La giornata aperta al pubblico: incontri tra cultura, natura e territorio
Il sabato, come previsto, ci ha portato a partecipare ancora più da vicino. Non sono mancate le curiosità da parte del pubblico, che – affrontando il brutto tempo – si è raccolto intorno ad una giovane e appassionatissima dott.ssa Francesca Rossetti. Da lei abbiamo imparato moltissimo sull’arte della cosmesi nell’antichità. E, davvero, ci piacerebbe bissare più in grande esperienze di rievocazione e di conoscenza di questo tipo. Sempre nel verde del nostro grande giardino.
Affascinante – infine – il pomeriggio conclusivo, in cui la dolcezza del miele e la benefica perseveranza delle api ci hanno letteralmente stregati.
Tutto è cominciato con la presentazione – molto riuscita e vivace – del libro dell’archeologo Giorgio Franchetti: L’apicoltura nel Mediterraneo Antico. Si è trattato di un momento molto bello, dove la narrazione di un’esperienza multidisciplinare a distanza (ma molto comunicativa) ci ha aperto le porte di una maggiore comprensione del vero ruolo delle api nella nostra storia. E anche in quella prima di noi.
A seguire, la dott.ssa Isabella Nicoletti – amica di LVN e biologa del CNR – ci ha spiegato più nel dettaglio storie, sapori e proprietà del miele (e dei suoi paesaggi). Un quadro sulle analisi qualitative ed organolettiche estremamente preciso e interessante.
Insomma, l’affaccio sul week-end – come spesso si conviene – è stato più partecipativo e ha beneficiato di un’atmosfera di ancor più trasversale scambio d’idee. Tra le fioriture di maggio e l’auspicata ripartenza delle nuvole.
Le relazioni nate durante RADICI NEL TEMPO
Il percorso avviato attraverso la messa a fuoco del format di RADICI NEL TEMPO ci porta – come già successo in passato per ALBERI in festa, il progetto GENIUS LOCI ed altre esperienze – ad alzare lo sguardo e parlare in modo più convinto di connessioni. Connessioni interne ed esterne, professionali e umane e territoriali.
Questo tipo di sguardo è per forza di cose volto, come già si diceva all’inizio, a un panorama che non può restare limitato, ma deve allungarsi nello spazio e nel tempo.
Siamo davvero speranzosi, quindi, che alcuni dialoghi continueranno e che nuove collaborazioni potranno nascere da questi dialoghi. All’interno del valore condiviso dell’incontro tra professionalità e realtà differenti.
Un ringraziamento a chi ha attraversato queste giornate insieme a noi
Per finire, un GRAZIE davvero sentito a quanti hanno sfidato il cattivo tempo per partecipare e a tutti i relatori, nonché agli sponsor (BioKamino e Castello di Corbara). E un ringraziamento ai collaboratori di Linea Verde Nicolini srl, che hanno risistemato – prima e dopo – gli spazi, oppure hanno lasciato carta e penna in ufficio per essere presenti alla giornata di studio.
Un GRAZIE al pubblico, naturalmente. E allo staff che più da vicino ha reso possibile l’evento e ai partner di questa esperienza: dall’ideatore Gabriele Imperatori a tutti gli altri.
Le radici servono quando continuano a generare futuro. Noi siamo qui per seminare ancora e sempre.
👉 scarica gli atti
Scarica – appena disponibili – gli atti della giornata di studi di RADICI NEL TEMPO.
Un programma interamente dedicato a paesaggio, sostenibilità e cultura del verde.