Nicola Ettorre e Giulio Morera da giovani, in un momento informale.

Molto spesso, qui, parliamo di storia: 160 anni (quasi +1) non ce li toglie nessuno, anche se diciamo di non sentirli. E poi ci sono state figure così importanti nel nostro passatoCome potremmo dimenticarle?!

D’altronde, anche se domani non dovessimo essere più un’azienda familiare, non avremmo interesse a perdere la salute di fondamenta così solide e profonde. Pure realtà molto più grandi della nostra – magari persino quotate in Borsa – non rinunciano mai alla memoria delle generazioni andate. E una ragione ci sarà…

Nella nostra piccola prospettiva verde, dunque, deve essere semplicemente tutto come negli alberi: buone radici da nutrire e non tralasciare nella cura quotidiana (anzi, quando capita, da raccontare ancora); e soprattutto chiome folte e libere di espandersi verso l’alto, secondo l’inclinazione dei nuovi rami. Magari grazie anche a qualche mentore ‘di mezza età’, naturalmente ben predisposto a questo ruolo.

Quindi, è pur vero: il passato può risultare polveroso se non fai entrare aria nuova. E la nostra aria nuova, circa una decina di anni fa, sono stati Nicola Ettorre e Giulio Morera. Così, oggi, è giusto dedicare la scena a loro: ormai rappresentano a tutti gli effetti dei ponti solidi, integrati e – in modo diverso – proiettati verso gli scenari del domani di Linea Verde Nicolini.

Nicola Ettorre: una presenza che punta alla fiducia

Nicola Ettorre tra le serre del garden Linea Verde Nicolini, circondato da orchidee in fiore

Il passo di Nicola è costante. Apre i cancelli. Si mette al lavoro senza fare rumore, come si addice a un luogo come il nostro. Svolge le sue mansioni con regolarità, ascoltando tanto le necessità interne al centro di giardinaggio che quelle – piene di aspettative e di domande – dei clienti&amici in arrivo a La Trinità. Quindi, puntuale, richiude cassa e cancelli a fine giornata: domani è un altro giorno e lui ci sarà.

Ma per farti capire bene Nicola Ettorre le parole migliori sono quelle di Teresa, che con lui lavora a braccetto ormai da oltre un decennio. Eccole qua, pronunciate con un sorriso carico di tenerezza, in una mattinata di fine autunno nell’ufficiolo privato del garden. Leggile con calma, come se stessi lì con noi. E, anzi, immagina di assaporarle assieme a un buon bicchiere dell’angolo enoteca&goloserie.

“Nicola è un ragazzo… No, che dico: ormai è un uomo, che sa dimostrare la sua maturità. È molto paziente e disponibile. Proprio per questo i nostri clienti lo apprezzano: per i suoi modi educati e per l’abilità che mette nel seguire le loro richieste. Appassionato del lavoro che svolge, dimostra equilibrio e impegno. E poi – nel tempo – ha imparato a trattare bene anche con i fornitori per gli approvvigionamenti. Dove necessario, sa usare fermezza; ma senza mai perdere quella sua calma che lo distingue”.

Teresa viene interrotta da un cliente, ma i tratti di personalità che ha voluto trasmetterti con queste poche parole sono già sufficienti per lasciarti immaginare il nostro Nicola, se già non hai avuto il piacere di conoscerlo di persona.

D’altronde, nella breve presentazione che hai appena letto c’è dentro anche il significato della presenza di questo giovane uomo: cresciuto tra noi, accolto con buona disposizione sul lavoro dai ‘vecchi’ ed ormai dedicato in modo completo all’attività del centro di giardinaggio. Ma anche convinto propositore e sostenitore del servizio a chilometri zero Arrivano i nostri!

Dunque, cos’altro potremmo aggiungere noi tutti in coro? Ci fidiamo della conoscenza profonda che Teresa ha di lui. D’altronde, Nicola ha partecipato addirittura al taglio del nastro del garden center, nell’ormai lontana fine degli anni Ottanta del secolo appena trascorso. Allora era soltanto un bambino, ma già appassionatissimo di pallone e (per dirla davvero tutta) anche di feste in compagnia.

Perciò, sommando i fattori, possiamo assicurarti che… Sì, Nicola Ettorre è riservato. Ma ha anche in serbo, quanto vuole, dei messaggi inattesi e molte bollicine. Cose che spesso non guastano, quando si rivelano.

Giulio Morera: una storia diversa

Ritratto di Giulio Morera e scorcio del parco de La Trinità, con laptop e documenti su un tavolo all’aperto

Che cosa ci fa un laureato in storia in un’azienda come la nostra? Per spiegarlo stavolta passiamo la parola a Giulia Ambrogina, che con lui lavora molto e che – in effetti – potremmo definire anche la sua ‘consigliera saggia e fidata’.

“Giulio? Non so come cominciare, ci provo… Mattiniero, non conosce pigrizia: la sua giornata è sempre movimentata, ma l’affronta con costante padronanza. Si dedica con entusiasmo e curiosità al suo lavoro. Direi che con sana caparbietà si pone obiettivi, affrontando le sfide preparandosi con attenzione, in maniera meticolosa. Segue con applicazione tutte quelle novità necessarie all’azienda per un costante aggiornamento in merito a certificazioni, abilitazioni, etc. In particolare, poi, cura i rapporti con la PA. Sì, negli ultimissimi anni ha cominciato a seguire da vicino le gare d’appalto, la contrattualistica e tutto ciò che ne consegue. Ma ‘tiene svegli’ anche rapporti con alcuni clienti privati e importanti aziende. Insomma, non è facile parlare di una persona in poche battute… Ma se devo dire una caratteristica per tutte, Giulio ha una innata (e fin qui ben coltivata) capacità commerciale. Ed è un ottimo mediatore, in generale. Penso sia ormai un punto di riferimento per tutti i collaboratori”.

Bel profilo, no?! Ma quel che forse è più importante è che Giulio stesso sia orgoglioso dello spazio ricevuto in Linea Verde Nicolini. Soprattutto da quando, circa un anno fa, ha potuto fare ingresso nel CdA aziendale. Un riconoscimento e una promozione ufficiale, per lui. Uno stimolo nuovo, pensiamo, per affrontare con un piglio ancora più organizzato ed efficiente i temi – oggi sempre da attualizzare, modernizzare e rendere interdisciplinari in modo costante – del reparto vendite.

Il mercato, d’altronde, è veloce come una lepre ed anche una ‘promessa avverata’ come Giulio non può distrarsi mai. Anzi, ancor più deve allenarsi con mezzi sempre diversi, per stargli bene dietro. Perciò… Noi facciamo un tifo che è anche sprone costruttivo, attendendolo fiduciosi a fine corsa.

Millennials a chi? A noi non piace tutto sto’ inglese!

Momenti conviviali del team Linea Verde Nicolini: cena di gruppo e buffet aziendale

Questi due nostri ‘ragazzi’ sono entrambi ben radicati nella comunità di Capranica: la curiosità per il mondo non ha mai impedito loro di restare ancorati all’ambiente sano, verace della bellissima provincia dove abitiamo e lavoriamo. E questo legame si vede non solo nel loro lavoro di tutti i giorni, ma anche nel modo in cui vivono la squadra.

Perciò Nicola e Giulio sanno bene che le occasioni di fare goal in azienda sono molto simili a quelle che si presentano in una partita di calcio col club della città del cuore. E ci sono in sostanza tre tipi di situazioni.

  1. Per esempio, in ogni partita ci sono al massimo dieci opportunità standard di segnare. Allo stesso modo, ogni giorno in azienda si possono verificare statisticamente un tot di semplici momenti propizi, molto quotidiani, per i quali tempestività e responsività sono dirimenti. Non generano budget stratosferici, ma nutrono piccole soddisfazioni e motivazioni per il Gruppo. Di lì nasce la vera capacità di fidelizzare i clienti e i collaboratori, in attesa dei ‘campionati’ più decisivi…
  2. D’altro canto, quando si disputa un torneo importante ci sono anche gli eventi speciali e i tiri da fuorigioco: lì le condizioni favorevoli sono meno facili da pronosticare e spesso decrescono ogni volta che se ne verifica una. Quindi in quei casi bisogna avere davvero pronto l’allenamento strategico e prontezza di riflessi.
  3. Infine, i contropiedi: in apparenza spontanei, in realtà derivano da grande tattica. E lucidità e ancora riflessi veloci.

Insomma, anche nella nostra squadra ogni carattere e ogni dote vanno declinati al plurale: i giocatori hanno bisogno di comunicare con una lingua condivisa all’interno e compresa all’esterno, per dare il meglio come centravanti o come portiere o come difensore.

Anche i cannonieri della generazione y hanno accettato da tempo di condividere queste regole. Dunque, non rimane che augurarci con loro un buon lavoro: pieno di entusiasmo e condivisione e rispetto reciproco. Con un pizzico di buona fortuna nel primo come nel secondo tempo…

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di Linea Verde Nicolini

Line Verde Nicolini
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