Due metodi diversi per affrontare il cambio di stagione

La primavera è alle porte. Il tuo prato uscirà dalla dormienza invernale in cattivo stato? Ingiallito dalle basse temperature, con zone di muschio e attacchi fungini creati da un eccesso di umidità? Se così fosse, non preoccupartene, è del tutto normale.

Certamente la situazione sarà migliore per chi avrà fatto una buona concimazione autunnale, con concimi a lenta cessione e ricchi di potassio; la quale concimazione – come sappiamo – favorisce la resistenza alle malattie.

Per chi non lo avesse fatto al momento giusto, si può comunque rimediare iniziando prima di tutto a trattare il muschio con soluzioni di solfato di ferro sciolto in acqua, concentrato sulle singole macchie, oppure con dei prodotti anti-muschio specifici. L’operazione va ripetuta anche più volte fino al disseccamento del muschio stesso.

Se le temperature non si sono ancora stabilizzate e si prevedono repentini abbassamenti, la risoluzione è quella d’intervenire con concimi fogliari a base di ferro e azoto, spostando quindi la concimazione granulare verso la metà di aprile.

Se non hai previsto operazioni di rigenerazione del tappeto erboso, con verticutting e trasemina, a meta aprile puoi intervenire con la concimazione vera e propria, utilizzando un concime granulare con azoto a pronto effetto bilanciato con fosforo e potassio.

Nell’utilizzo di concime a pronto effetto si ricorda che l’azoto nitrico o ammoniacale, presente in queste formulazioni, tende molto facilmente a bruciare la lamina fogliare. Perciò si consiglia di non calpestare la superficie erbosa appena distribuito il concime e di utilizzare una leggera irrigazione per facilitarne lo scioglimento.

Se invece hai previsto la rigenerazione del tappeto erboso con le operazioni necessarie, allora puoi spostare la concimazione a dopo i vari interventi, con prodotti ad alto contenuto di fosforo, chiamati concimi starter, che favoriscono la radicazione delle piantine appena germinate e un apporto di sostanza organica per migliorare la fertilità del terreno.

In entrambi i casi, il concime deve essere distribuito uniformemente sulla superficie del prato allo scopo di evitare concentrazioni di prodotto che potrebbero creare zone più rigogliose e altre meno vigorose. A tal fine si consiglia l’utilizzo di attrezzature specifiche, come gli spandiconcime a carrellino o manuali che assicurano una corretta distribuzione.

Sia che utilizzi la prima o la seconda forma di concimazione, la cosa più importante – nella fase precedente la primavera – è che il tuo terreno sia ben nutrito di elementi chimici essenziali di facile assorbimento, per permettere al prato un buon risveglio vegetativo. Pronti a correggere i tuoi eventuali errori senza problemi.

Articolo di Andrea Cappuccini | perito agrario | tecnico per tappeti erbosi

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini