Oltre agli interventi fertilizzanti nel terreno è opportuno alzare lo sguardo alla chioma

È autunno e a tavola arrivano mele, pere, uva, kiwi, cachi, melograni. Vuoi mettere, poi, la bontà di tutta la frutta a guscio (nocciole in testa!) o i colori degli agrumi (!). Dal sud dell’Italia su-su fino alle Alpi… 

Un paio di domande, però, sorgono proprio ora spontanea: cosa è bene fare per fortificare gli alberi da frutta dopo la raccolta? Come si irrobustiscono le piante nella fase post-raccolto? Ti va di pensarci insieme?

La prima risposta valida che ti possiamo dare è: concimazione fogliare in post-raccolta. Si tratta di una pratica agronomica vitale, la quale davvero permette di restituire alle colture tutti quegli elementi che sono stati ‘dispersi’ durante il ciclo di fruttificazione. Da fare tra settembre e ottobre, prima della caduta delle foglie stesse. O in primavera.

N.B. Certo che poi la pratica della concimazione fogliare non può esimerci anche da interventi sul terreno, ma – integrata ad altre cure arboree – dà uno spunto in più alle proprietà produttive che ciascuna pianta ha nel proprio dna.

Quel che ti deve essere chiaro è il fatto che questo genere di ‘prassi restitutiva’ non è ormai un optional bensì un’azione necessaria in vista della stagione successiva e delle prossime produzioni. Insomma, si tratta di una sorta di cura ricostituente: come uno sportivo che deve rimettersi in carreggiata dopo il dispendio di una gara importante, magari per poter accedere successivamente alle Olimpiadi… Così – di stagione in stagione – alle tue piante da frutto serve un aiuto di fertilizzanti specifici per ottenere ancora buoni risultati produttivi. Partendo dalle foglie. 

Non va d’altronde sottovalutato, in questi anni, l’impatto stressante che i forti cambiamenti climatici in atto possono avere sulle colture. Un’ulteriore aggiunta di consumo d’importanti elementi nutritivi, che – ovvio – vanno poi re-integrati. 

Va da sé, poi, che ogni coltura può avere delle necessità del tutto specifiche. Necessità per le quali i nostri tecnici e il nostro staff del centro di giardinaggio possono – giorno dopo giorno – dare ulteriori indicazioni e aiuti.

Anche gli obiettivi agronomici specifici possono un po’ cambiare. Ma non si deve aver paura: il mercato e i nostri fornitori di fiducia offrono soluzioni davvero all’avanguardia e una gamma di prodotti specifici invidiabile. Si tratta, infatti, di aziende che operano da decenni nel campo della nutrizione delle piante e che si posizionano in prima linea nelle diverse sfide che stanno cambiando il modo di coltivare, in Italia e nel mondo. 

A questo tipo di prodotti (biostimolanti e fertilizzanti innovativi) va sempre aggiunto – poi – qualche buon ‘consiglio del vecchio contadino’, spesso ancora valido e per lo più anche eco-sostenibile. Perché non approfondire?

La concimazione fogliare post-raccolta si basa in particolare su questi presupposti:

  1. la capacità delle foglie – in qualsiasi fase del ciclo di vita – di assorbire molto velocemente i principi nutritivi, facendoli arrivare agli organi di riserva;
  2. la capacità delle foglie di sopperire alle radici, in particolare in periodi come quello successivo alla raccolta, in cui l’apparato radicale può essere inibito;
  3. la capacità delle foglie di creare riserve per gli organi legnosi, essenziali alla successiva nutrizione delle gemme e al generale risveglio vegetativo. 

Reintegrando le sostanze di riserva (in particolare azoto), questa pratica colturale aiuta dunque a contrastare tutte le condizioni che si frappongono alla schiusura delle gemme e allo sviluppo dei germogli. Ma incrementa anche la resilienza alle gelate (aumentano, infatti, i sali minerali nella linfa). 

Perciò si suggerisce la concimazione fogliare post-raccolta anche nelle annate dove c’è stata una produzione particolarmente abbondante; oppure, al contrario, dove il raccolto è stato colpito da sbalzi improvvisi di temperatura ovvero calore e freddo specialmente prolungati o eccessi di umidità.

Nella fattispecie le Drupacee (Albicocco, Ciliegio, Pesco e Mandorlo) avranno bisogno di ridurre l’alternanza dopo un’annata fortemente produttiva, nonché di contenere gli esuberi vegetativi che interagiscono in modo non positivo con la maturazione del legno. Vanno quindi reintegrati tutti quei microelementi che sono utili a proteggere dalle intemperie invernali, con conseguenti danni.

Anche Melo, Pero, Nashi, Cotogno, Nespolo comune e del Giappone, Sorbo domestico, Azzeruolo… Insomma, anche le Pomacee possono necessitare di questo genere di cure. Per garantire in autunno una certa uniformità nella caduta foglie e in primavera una reazione funzionale ai rigori dell’inverno appena passato. 

La concimazione fogliare post-raccolta è d’altronde ottimamente praticata anche sull’Olivo, gli Agrumi e l’Actinidia. Nel caso degli Agrumi – per esempio – possiamo senz’altro caldeggiare un ottimo prodotto biologico della Cifo, a base di ferro. Per mettere a riposo le piante ben nutrite e farle poi lavorare al meglio alla ripresa vegetativa.

Cifo offre ottime soluzioni, infatti, sia per l’hobbista che per vasti interventi di produzione in campo. 

E che dire, del resto, della Vite (sia da vino che da tavola)? Anche qui si possono (anzi, devono!) ottenere gli stessi obiettivi di equilibrio: tanto nel germogliamento che nell’agostamento del legno.

Vedrai, affidandoti ai nostri servizi e ai nostri prodotti specifici, riusciremo a lavorare insieme – attraverso una particolare cura delle foglie – per ottenere gemme ben differenziate, elevata e diffusa fertilità del frutteto o del vigneto o del noccioleto. Ovvero delle singole piante da frutto del tuo orto e del tuo giardino.

Sarà bellissimo, oltre tutto il resto, vedere aumentare i fiori in primavera, con molta più germinabilità del polline e più facilità di passaggio da fiore a frutto (la cosiddetta allegagione). 

Infine, niente più alternanza di produzione: annate buone e annate cattive… Un buon trattamento post-raccolta – ricco di principi nutritivi, puro e facilmente assimilabile, scelto per coltura e obiettivo – può davvero fare la differenza.

Nonostante il climate change e diverse altre problematiche attuali, possiamo dunque riuscire a incrementare il potenziale del tuo raccolto e di ogni singolo ettaro del tuo vigneto/frutteto o del tuo noccioleto. E rendere più rigoglioso ogni singolo fruttifero del tuo spazio verde, grande o piccolo. Contattaci o vieni direttamente a trovarci nella bellissima pineta de La Trinità. Ti aspettiamo!  

Di stagione in stagione.  

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di Linea Verde Nicolini