Grande prato verde con casale sullo sfondo e albero secolare, nel paesaggio de La Trinità.

Se anche tu, almeno nell’anima, sei una/un artista, e ogni volta che puoi ti piace portare colori e consistenze naturali dentro i tuoi spazi o nei tuoi appuntamenti più importanti… Sai bene che ci sono tanti modi per farlo: ognuno ha il suo.

Così, oltre alla passione per la pittura e la scultura, all’orizzonte si affaccia anche per te la possibilità di scoprire l’artigianato floreale. Una forma di creatività viva e dispensatrice di grandi piaceri per chi la pratica. Ma anche per chi la commissiona e per chi, con semplicità e sensibilità, ne gode i risultati.

Pensaci. Attraverso gli occhi del floral designer – che nel caso nostro sono prima di tutto gli occhi vivaci e scuri di Teresa – le pennellate più o meno pastose sono fatte di fiori. D’altro canto, le piante verdi sono veri e propri fondali del componimento e finiscono per rappresentare l’aria stessa: la luce solare e le sue ombre, intrecciate con aliti di vento. Mentre i materiali vegetali – fondamentali per creare combinazioni davvero plastiche – narrano la terra e tracce (vicine o lontane) di giardino e di bosco. Il tutto portato, in estrema armonia, dentro la vita di relazione dell’uomo.

Il gesto prima del risultato

Poi, c’è poco da fare: il risultato non arriva mai senza una consapevolezza delle azioni, costruita nel tempo e sottile.

Così l’artista vero – in questo campo come in tutti gli altri che prevedono particolare ingegno, fino alla fotografia e addirittura al cinema – non fa mai affidamento solo sul proprio talento innato. Via via, scopre sempre più che non basta disporre con gusto le parti: ci vuole tanta conoscenza della botanica, delle regole tecniche, degli stili. A proposito: a te piace più classico, moderno o vegetativo?

Soltanto coltivando questo bouquet di capacità – una dopo l’altra – le idee verdi si trasformano in composizioni floreali in grado di competere con l’emozione generata da una tela, una statua, un’incisione, una poesia, musica e danza nell’aria. In versione, però, del tutto vegetale.

Stili, tecniche e obiettivi

Secondo te, alla fine, non si tratta dunque di un incontro di anime?! Già, proprio così. Un appuntamento tra l’esperienza e la sensibilità di chi crea, il gusto e il sentire di chi immagina e poi richiede, l’attenzione e il desiderio di chi guarda. In questo modo si genera, fin dal primo momento, un ritmo voluto e condiviso. Mentre intorno si diffonde il profumo della natura.

È il motivo per cui, prima di tutto, ci si deve trovare d’accordo con il creativo sullo stile:

  • un approccio naturalistico, più botanico e che esalta in particolare il foliage;
  • una tendenza più formale, geometrica e regolare;
  • un disegno contemporaneo, dove – nell’essenzialità – si sperimentano materiali nuovi o contaminazioni culturali (come, per esempio, l’Ikebana giapponese, focalizzato su essenzialità e connessione uomo-natura).

In realtà, queste tre macro-tendenze s’influenzano spesso a vicenda: in fondo succede così in ogni attività artistica. Benché, certo, nella maggior parte dei casi il creator esibisca pure una maggiore propensione per un ordine o per l’altro.

Facciamo una dimostrazione realistica. Se ti parliamo di Teresa e delle creazioni del nostro centro di giardinaggio, possiamo dire che l’approccio naturalistico è quello che ci emoziona di più. Pur tenendo sempre lo sguardo vigile verso tutte le novità e le contaminazioni.

Quanto alle tecniche, non basterebbe forse un libro per descriverle tutte (!). D’altronde, dalla realizzazione di semplice ‘mazzetto’ alle grandi installazioni per gli eventi puoi ben immaginare che in mezzo ci siano numerose costellazioni di preparazioni diverse. In tutti i casi, la libertà creativa non è comunque bene che prescinda dalle buone prassi di metodo.

L’obiettivo dell’artigiano floreale – nella piccola come nella mega realizzazione – resta quello di comunicare emozioni e bellezza. Insomma, è evidente che tra lei/lui e il fioraio che si limita a vendere fiori al minuto, con tutto il rispetto, ci passa sovente una certa differenza.

Arte floreale: tra tecnica e sensibilità

La prima diversità tra il fiorista e l’artigiano floreale sta – secondo noi – nei tempi: quelli del floral designer sono più lenti e progettuali. Inoltre, con questa figura si parte da presupposti molto precisi e strategici:

  • i fiori non decorano, ma costruiscono vere atmosfere;
  • ogni allestimento non nasce solo da un gesto manuale, ma da uno sguardo assai allenato;
  • e poi c’è un elemento culturale: si tratta di scelta, misura, armonia e pulizia nella ricerca del bello.

Conosciamo bene questi argomenti, sai. Li pratichiamo, ovviamente, attraverso il nostro servizio di ‘materia viva’ nel garden; ma anche – da molti anni – attraverso l’organizzazione, diretta o per terze parti, di eventi. Occasioni in cui l’incontro tra le persone diventa un rito, un ricordo destinato a restare.

Del resto, un evento dura in genere un solo giorno. Il lavoro che lo rende possibile comincia, tuttavia, molto prima.

Eventi floreali: progettare esperienze, non composizioni

Ci sei? Il focus, a questo punto, è chiaro anche per te: l’arte floreale non è improvvisazione. Al contrario, è conoscenza dei materiali vegetali. Quindi è stagionalità, resistenza, comportamento dei fiori: nello spazio, ma anche nel tempo.

Insomma, stiamo parlando di competenza e non solo di estetica. E si tratta di un centro di gravità che diventa quanto mai importante quando si entra nel mondo degli eventi. In questo tipo di ecosistemi, infatti, gli allestimenti verdi devono letteralmente dialogare col luogo, la luce, le persone e il loro ritmo nella giornata. 

Se in queste occasioni si registra qualcosa di ‘neutro’, allora c’è un problema. Sì, perché l’evento è per sua natura una giornata (o un’ampia porzione d’una giornata) in cui si racconta qualcosa di memorabile. E la parte dell’addobbo in un tale gioco non deve sicuramente imporsi in primo piano, tuttavia è necessario che si lasci attraversare dal contenuto dell’avvenimento. Perciò nel caso in cui – alla fine – nulla restasse dei colori e dei volumi, dei pieni e dei vuoti di questo collaterale racconto botanico…. Mah!! Lascio a te la conclusione.

Allestimenti verdi: il ‘marchio di fabbrica’ e l’interpretazione

A noi piace, come a te, guardarci intorno. Nessuno ci vieterebbe, tra l’altro, di declinare la lunga esperienza solo secondo le richieste dei clienti o degli amici. Quindi, in modo un po’ banale, potremmo limitarci a dare forma – tale e quale – al sogno ad occhi aperti di chi ci richiede aiuto per un matrimonio piuttosto che per una convention aziendale o una premiazione. Senza alcun apporto critico e senza quindi l’aggiunta di  plus aggiuntivi. 

Il nodo è – però – accontentare, ma nel perimetro di un marchio di fabbrica e di una scelta di ‘voce’ (quasi come quando, parlando a nome dell’azienda, restiamo coerenti con dei criteri di stile grafico e tipografico). Del resto, riteniamo sia proprio questa la capacità che fa di un artigiano floreale un artista ricercato.

Nella fattispecie, la nostra Teresa non si è mai discostata dalla naturalezza, dalla misura e dal dialogo col luogo. Tutto il resto, per lei e per noi viene di conseguenza. E in modo quasi miracoloso dà ad ogni evento una traduzione unica e personalizzata del medesimo stile. 

Ci teniamo a questa riflessione, perché quando anche tu arriverai a La Trinità per affidarci un tuo momento importante, saprai già che l’artigiano floreale vero non replica: interpreta. E per interpretare ci vuole alla base una reciproca scelta, tra chi crea e chi richiede il servizio. Anzi, la prestazione artistica. 

Teresa, come un segugio tra le visioni floreali

Oggi non siamo qui per celebrare il nostro team e – nella fattispecie – non siamo qui soltanto per parlarti dei nostri progetti più direttamente collegati ad allestimenti e addobbi. Ci sembra chiaro che il discorso delle precedenti righe sia stato più generale e di filosofia applicata, no?!

Tuttavia, ne approfittiamo un attimo per chiederti se conosci già le figure che per noi fanno da ponte verso questa tipologia particolare di servizi.

Si tratta di persone che sono molto allenate ad osservare, cercare, intercettare. E la loro apertura verso le soluzioni insolite è soggetta a un unico e giusto limite: novità sì, certo, ma coerenti. Perché la creatività è un dono da esercitare e manovrare con cura, non un’etichetta che si indossa secondo la moda del momento.

Teresa sa che cercare non significa inseguire tutto. Sa che – per cominciare – bisogna riconoscere ciò che parla la tua e la nostra lingua, uniti da una reciproca affinità di gusti. Se vuoi conoscere meglio Teresa, leggi anche qui.

Quando il verde incontra le persone

Per il target B2C (insomma per i privati, piccoli o grandi) gli eventi personali in cui portare un po’ di buon artigianato floreale sono tanti. Non richiedono mai un approccio standard, ma soprattutto unicità.

Ti ricordiamo che i principali sono senz’altro:

  • matrimoni ed altre cerimonie familiari;
  • lauree ed altri festeggiamenti legati alla formazione;
  • compleanni e anniversari…

Ovviamente ci sono poi anche occasioni più istituzionali, legate a pubblici e situazioni spesso molto differenti. Qui è pure fondamentale intuire la personalità del committente e instaurare – da subito – un dialogo abbastanza approfondito. Perché quell’evento non sarà per tutti e… Neanche noi lo siamo (!).

Tirando le somme il valore dell’artigianato oggi

Il valore dell’artigianato oggi è altissimo: anche nel mondo floreale. Tutto ciò che argina la velocità esasperata del mondo è d’altronde prezioso e segno di una coraggiosa scelta culturale. Una scelta in cui anche i fiori diventano messaggio corale.

Pensa, allora, a quante volte hai ricordato con piacere dei momenti di condivisione e di relazione, in cui – in effetti – l’allestimento era lì a completare magistralmente ciò che quell’invito voleva rappresentare. Ti sarà successo spesso, anche sfogliando vecchi album fotografici.

Al contrario, altri eventi finiscono e si sbiadiscono. Forse qualcuno – anche il floral designer– non li aveva pensati con sufficiente cura.

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini

Line Verde Nicolini
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