Caulifloria: esplosione di fiori tra tronco e rami

This is the question: lo vogliamo chiamare Albero di Giuda oppure Albero della Giudea? In ogni caso, noi lo conosciamo bene quest’arbusto ornamentale bellissimo. E che ai sui rami si sia realmente impiccato Giuda Iscariota… Resta un mistero della fede.

Amato dai botanici ma forse non ancora così diffuso negli spazi verdi privati, scientificamente è denominato in realtà Cercis siliquastrum (Siliquastro). Appartiene dunque alla famiglia delle Fabaceae (leguminose) e al genere Cercis. È molto amabile ed elegante, ma anche resistente e bisognoso di pochissime cure.

L’etimologia del termine botanico deriva dal greco kerkís (navicella) e dal latino siliqua, cioè baccello. In questo modo si designa la forma oblunga dei frutti.

Originario senz’altro del Mediterraneo Orientale e dell’Asia Minore, si trova molto bene nei parchi e nei giardini nostrani. E al tuo potrebbe di certo donare grazia e fioriture abbondanti, senza tuttavia essere mai ‘invadente’.

D’altronde – proprio per le caratteristiche dette prima – l’Albero di Giuda è perfetto per le città, dove mostra una ‘tempra’ particolare nell’opporsi all’inquinamento atmosferico.

Le sue esigenze colturali sono ridottissime. Perciò non gli occorrono nel periodo estivo particolari innaffiature se non sporadiche (attenzione solo ai soliti malaugurati ristagni idrici, che ovviamente possono danneggiarne le radici). D’altronde, la siccità non lo impressiona. Vuole anzi il pieno sole (magari al riparo da correnti d’aria e vento) e predilige i terreni calcarei.

Dopo la stagione invernale è consigliabile somministragli concime organico, che incentiverà la ripresa vegetativa e la prossima fioritura.

Le foglie (larghe circa 5/10 cm) sono di verde scuro sulla pagina esterna e più opache all’interno, a forma di cuore e caduche. In primavera – però – il fogliame può virare verso il bronzo o giallo oro (dipende dal clima e dall’esposizione).

Poi ci sono i fiori, rosa porpora e raggruppati in mazzetti da 4-6 esemplari, che compaiono proprio in marzo/aprile. Al loro posto – dopo qualche settimana – arrivano i frutti (baccelli, in fine estate a crescita completata, all’incirca larghi 2 e lunghi 10 cm). Questi ultimi si staccano definitivamente dalla pianta in prossimità della caduta delle foglie.

Molto interessante è la motivazione della cosiddetta caulifloria (fiori sul fusto), che si deve all’adattamento a climi diversi dal nostro, con grandi impollinatori. Nel Medioevo si spiegava questa particolare fioritura sulla corteccia nuda – che compare prima sul tronco e poi sui rami, con singolare effetto dato che è anticipata rispetto alle foglie – proprio con la leggenda di Giuda e come simbolo/effetto del famigerato bacio dell’apostolo traditore a Gesù.

Dunque è proprio la fioritura vigorosa che rende del tutto speciale l’Albero di Giuda. Fiori incredibili che, pian piano, abbracciano tutta la pianta. E che (udite-udite!!) si mangiano: in insalata, ma anche fritti pastellati o in salamoia o sottaceto…

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini