Bottiglia rovesciata per innaffiare le piante: il trucco funziona per le vacanze?
Ma tu quest’estate ci sei già andata/o in vacanza? Oppure partirai col prossimo giro? In ogni caso, prima o poi, le considerazioni che oggi stiamo per fare sull’utilizzo (noto) della bottiglia rovesciata per innaffiare le piante in assenza dei padroni di casa potrebbero tornarti molto utili.
Questo, infatti, è uno dei rimedi di giardinaggio fai-da-te più conosciuti e molti sono i ‘fan’ di tale strategia per mantenere umide le piante. In molti non mancano quindi di piazzare nei vasi la classica bottiglia di plastica riempita d’acqua, capovolta e ben inserita nel terreno, prima di prendere il largo verso altri lidi. Ma… Funziona davvero?
Non vi è dubbio che si tratti d’un sistema economico, semplice da realizzare e – sotto alcuni punti di vista – persino geniale. Tuttavia…
Tuttavia, come spesso accade in giardino, non esistono soluzioni universali. E se la bottiglia rovesciata può rappresentare un valido aiuto in alcune situazioni, in altre può riservare anche qualche spiacevole sorpresa, soprattutto quando non se ne conoscono i limiti o la si prepara in modo approssimativo.
Vediamo insieme, allora, come realizzare questo sistema nel modo giusto. E quando, invece, conviene orientarsi verso sistemi più affidabili.
Come preparare la bottiglia: il procedimento corretto passo dopo passo
Vero. Per costruire un piccolissimo impianto d’irrigazione a goccia, volendo, bastano pochi minuti. Ti servono solo quella famosa bottiglia di plastica, ben pulita, e un po’ di attenzione.
Lo scopo – ovvio! – non è svuotare con rapidità la boccia; l’obiettivo vero è consentire all’acqua di uscire piano piano, mantenendo il terriccio umido al punto giusto.
Perciò, come avrai già capito, non ti puoi proprio improvvisare. Ma devi avere presente la tecnica manuale migliore per trasformare il più banale contenitore moderno in un alleato per dissetare le tue piante. Goccia dopo goccia.
La foratura del tappo e l’inserimento nel terriccio
Comincia da qui…
- Pratica uno o due piccoli fori nel tappo utilizzando un ago caldo o una punta molto sottile.
- Riempi quindi la bottiglia.
- Avvita il tappo e capovolgila, avendo cura di inserirla nel terreno vicino alla pianta, ma evitando al contempo di lesionare l’apparato radicale.
N.B. Il contenitore deve rimanere stabile e saldo, senza oscillare, affinché il rilascio dell’acqua sia il più possibile regolare.
L’errore fatale del sottovuoto: perché bucare anche il fondo
E qui entra in gioco un principio tanto semplice quanto importante. Cioè l’errore di non lasciare passare aria all’interno della bottiglia.
In effetti, si tratta dell’aspetto pratico che più spesso viene dimenticato. Però se ci pensi…
- Se la bottiglia rimane completamente sigillata, dopo la fuoriuscita delle prime gocce si crea un effetto sottovuoto, il quale blocca quasi del tutto il deflusso dell’acqua.
- Un piccolo foro nella parte superiore della bottiglia (che, una volta capovolta, resterà fuori dal terreno) permette invece all’aria di entrare, mantenendo costante il flusso.
Autonomia e limiti del metodo: per quanti giorni sei coperto?
Siamo certi che, a questo punto, hai un’altra bella domanda in serbo per noi. Tipo: quali aspettative posso avere sulle tempistiche di sopravvivenza della pianta in base al volume d’acqua a disposizione?
Ecco, in verità, la durata del sistema dipende da molti fattori. Dunque non possiamo stabilirla in modo univoco per tutte le piante, in modo identico per tutte le situazioni.
Tu parti dal semplice presupposto che il volume della bottiglia è solo uno degli elementi in gioco.
Il fabbisogno idrico e il problema dell’evaporazione estiva
Primo dato da cui non si può prescindere: una pianta esposta in pieno sole consumerà molta più acqua rispetto a una collocata all’ombra. È facile immaginare il motivo.
Tuttavia, anche altri elementi influenzano notevolmente i consumi nel tuo giardino o sul tuo terrazzo. Perciò, oltre all’esposizione, devi tenere conto pure di:
- specie della pianta;
- dimensione del vaso;
- tipologia di terriccio.
Così, durante le giornate più calde una scorta in apparenza abbondante può esaurirsi molto più rapidamente del previsto. Mentre se le temperature calano la velocità di svuotamento della riserva idrica sicuramente rallenta.
Il rischio di allagamento o di blocco totale del flusso
Avviso importante per te e per tutti i nostri lettori! Il pericolo che la terra bagnata ostruisca le vie d’uscita dell’acqua dal collo della bottiglia ovvero il rischio che ci sia un deflusso troppo rapido, causa principale di marciumi nella pianta, sono in effetti delle eventualità da non sottovalutare.
Infatti, anche un sistema costruito in modo ineccepibile può presentare degli inconvenienti gravi. Generando risultati ben lontani da quelli desiderati.
L’alternativa sicura: i coni dosatori in terracotta o ceramica
A causa di tutti i motivi che ti abbiamo descritto sopra, sai qual è la decisione alternativa alla bottiglia di plastica rovesciata che noi ti suggeriamo?
Beh, in particolare se la tua assenza sarà più prolungata oppure desideri una soluzione più affidabile (ed esteticamente migliore!), ti suggeriamo alcuni accessori semplici ma molto efficaci. Si chiamano coni da irrigazione e sono in genere di terracotta. Puoi prenotare il quantitativo che desideri anche al nostro centro di giardinaggio: te li procureremo nella forma e qualità che vuoi, in tempi brevi.
Si tratta di una soluzione professionale, ma economica, ideale per evitare i classici disastri del fai-da-te più ingenuo e frettoloso.
L’irrigazione per capillarità: l’acqua solo quando serve
Questi coni in terracotta (o di ceramica) in sostanza sfruttano la naturale porosità del materiale.
- Quando il terreno tende ad asciugarsi, rilasciano gradualmente l’acqua contenuta nella bottiglia;
- quando invece il substrato è già sufficientemente umido, il flusso rallenta spontaneamente.
È un principio fisico semplice, che rende l’irrigazione molto più equilibrata rispetto ai fori praticati manualmente.
Compatibilità universale e maggiore autonomia idrica
Sai qual è il bello? La maggior parte dei coni si avvita direttamente al collo delle comuni bottiglie in plastica, aumentando l’affidabilità del sistema senza complicarne l’utilizzo. In tal modo, con una spesa contenuta, è possibile ridurre il rischio di errori e garantire una distribuzione dell’acqua più costante, particolarmente utile durante le ferie estive.
Conclusione
La bottiglia rovesciata non è un falso mito, quindi non vogliamo ‘smontartelo’ del tutto. Ma non possiamo nemmeno raccontarti che si tratta di una soluzione infallibile.
Con questo articolo speriamo di averti aiutato a capire quanto sia importante prepararla in modo corretto, perché questo può aiutare a mantenere umido il terreno per alcuni giorni, soprattutto nel caso di piante in vaso con esigenze idriche contenute. Tuttavia, temperature elevate, esposizione al sole e caratteristiche della pianta possono modificare sensibilmente l’efficacia di questa soluzione economica.
Il nostro consiglio è semplice: se l’assenza sarà breve, il sistema può rappresentare un buon alleato. Se invece prevedi di rimanere lontano più a lungo, conviene affidarsi a dispositivi in grado di garantire un rilascio dell’acqua più controllato. Le vacanze saranno più serene. E anche le tue piante ti aspetteranno in condizioni decisamente migliori.
Hai dubbi sul sistema di irrigazione più adatto.alle tue piante, al terrazzo o al giardino
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