Estate a La Trinità: ombra, acqua e paesaggio nei giorni più caldi
Oggi non vogliamo solo conversare dell’estate e di qualche consiglio contro il caldo (non che non ce ne sia bisogno, eh, quest’anno…). Piuttosto vogliamo parlare del modo in cui a La Trinità si vive l’estate. Così forse anche tu potrai capire meglio come questo paesaggio estivo – ombre, luci, lavoro da formiche e cori di cicale – sia incredibilmente rilassante.
Perché non è solo campagna e non è solo giardino.
In questa stagione, d’altronde, ogni luogo cambia; e quindi suggerisce un rapporto diverso non solo con la natura, ma proprio col tempo. E a tutta la Tuscia – dove il nostro grande giardino di campagna si trova – certamente questa fluidità non difetta.
Risulta evidente che adesso non riusciamo a vederti in senso fisico, mentre leggi il nostro blog. Perciò non possiamo neanche sapere se sei un visitatore occasionale o viceversa un residente stabile del territorio. Chi sei? Per quanto ne sappiamo, potresti anche essere – perché no?! – un cittadino in fuga, che non si accontenta o non trova ancora un ‘rifugio climatico’ degno di questo nome.
E allora – sulla scia di qualche amico comune oppure anche della nostra reputazione, che cerchiamo come giusto di mantenere sempre buona – eccoti approdare qui. Incuriosito dalle parole e dalle immagini, forse già pronto a mettere in moto l’auto oppure a pedalare verso il frinire allegro che già da un po’ ha preso a tenerci compagnia. Tra gli intrecci dei rami dei Pini e tutto il resto di questo verde.
Un rifugio climatico extra-urbano
Col caldo tanta gente cambia carattere: è vero. E, purtroppo, non è sempre in meglio. Così, anche i luoghi – in particolare ora che ci ritroviamo un po’ tutti a mendicare ospitalità in siti predisposti per offrire ristoro dalle ondate di caldo estremo – cambiano. Alcuni nascono o vengono predisposti per resistere meglio, altri invece soccombono al surriscaldamento globale.
E La Trinità? A luglio, sì, anche La Trinità modifica un po’ il proprio temperamento. Non è più il parco dove spuntano i fiori della primavera, pieno di colori e di movimento. Diventa un luogo più luminoso e anche un po’ più ‘fermo’: tutto invita a rallentare, dentro la luce del sole. Sebbene, lo sai, il nostro mood resta sempre un po’ lo stesso. E l’ombra dei grandi Pini – o della Quercia Alleluja o degli Abeti e dei Cipressi – aiuta non poco a refrigerarsi. Dalle ossa ai pensieri, viene da dire.
Per questo motivo, durante una delle estati più calde che il Pianeta abbia finora registrato, l’idea dei rifugi climatici non è un pensiero poi così lontano dalla nostra percezione. Anzi, può essere davvero un’ipotesi, in qualche modo.
Diverse città (Roma, Viterbo, anche Perugia…) non sono poi così lontane da qui. E dopo aver cercato aria in spazi urbani pubblici o semi-pubblici potrebbe venirti la bella idea di fare un salto pure da noi. Non solo per il week-end. Non solo per fare compere al centro di giardinaggio. Non solo per una bella passeggiata, ma anche per metterti a leggere o a lavorare sotto un grande albero. Ne vogliamo parlare?
Ci piace l’idea che, tra le altre cose, il nostro spazio aperto possa rappresentare anche una sorta di ‘infrastruttura verde’ che aiuta clienti e amici a resistere, proteggendo salute e relazioni. In estate come e più che in ogni altra stagione.
Idee in crescita per restituire salute
Già, vediamola così: La Trinità è nata e cresciuta – quasi senza saperlo né volerlo – come un rifugio naturale. Qui non ci sono piazze alberate, ma viali che s’incrociano come vie fatte di ricordi e di prospettive. Non siamo dentro a un parco nel senso proprio che al termine viene dato in contesto urbano; ma lo spazio è stato costruito con una certa visione conclusa, senza per questo chiudersi affatto ai panorami della campagna coltivata intorno. Perciò, qui, l’effetto ‘isola di calore’ si può mantenere piuttosto lontano.
Poi (chissà?!) potrebbero sempre esserci occasioni, anche in prossimità del prossimo solleone, di vedere trasformare il nostro ‘rifugio verde’ in una sorta di biblioteca o di piccolo museo, un centro culturale e di scambio di esperienze all’aperto. Per questo, del resto, basta seguire la pagina eventi del sito e controllare sempre ‘cosa ci frulla in testa’. Di stagione in stagione.
L’aria e l’accoglienza
Ancora pochi giorni fa abbiamo scritto di protezione della salute dei nostri dipendenti e di attestato WHP. Beh, con il caldo per noi evitare gli shock termici non è un dovere solo nei confronti dei nostri collaboratori, ma anche un diktat verso chiunque entra dentro i cancelli de La Trinità. Soprattutto se si tratta di categorie vulnerabili, come anziani e bambini. Perché crediamo che il diritto alla pace e al fresco sia, sempre di più, anche un diritto alla salute.
Per questo ci piace condividere l’aria de La Trinità più ancora che quella dei nostri uffici tecnici (se necessario, c’è anche quella condizionata… Ma resta una seconda opzione, da utilizzare ovviamente con grande moderazione).
Ecco, alla fine, ci viene in mente che questo nostro ‘punto di partenza’ è una sorta di garanzia per la pianificazione futura dei nostri lavori di riqualificazione urbana. Ogni progetto che realizzeremo negli anni a venire porterà inevitabilmente con sé anche ciò che abbiamo imparato qui: osservando come alberi maturi, acqua, ombra e biodiversità riescano, insieme, a modificare la qualità di uno spazio.
D’altro canto… L’estate, nonostante la fatica del caldo, serve anche a fare questi pensieri. E non è pura filosofia: è capacità di riconoscere e ricollocare in una prospettiva futuribile quello che ancora abbiamo. Come umani che stanno davvero dentro la natura.
Una sintesi perfetta: luce, ombra, acqua e ritmo
Allora sei pronta/o a raggiungerci? Cambia direzione alla tua gita fuori di porta, se necessario. Così come l’estate muta il paesaggio, anche tu puoi decidere di allungarti un pizzico più in là e di scoprire uno spazio aperto nuovo.
A La Trinità la luce e i silenzi s’intrecciano in modo diverso che tra i palazzi, questo è persino ovvio. E se i colori di luglio qua forse sono meno esplosivi che altrove, certamente sono più profondi. Mentre il caldo non riesce a modificare poi troppo il nostro modo di vivere il giardino.
Ti aspettiamo, allora, ad abitare l’ombra: come se fosse uno spazio da vivere. In lei c’è infatti la percezione giusta dell’accoglienza: temperatura, sosta, parole lette o conversate, incontri ed eventi. Oltre la stagione.
E magari, sempre qui nel nostro giardino di campagna, alla fine ti sfiorerà il rumore di una fontanella. E qualche goccia benefica dell’iirrigazione per le piante nella serra o sotto gli ombrai arriverà forse a toccarti la pelle. Umidità e suoni: ci vuole poco, in fondo, a cambiare una giornata che sembrava inaridita.
👉 questo luogo ti aspetta
Forse è proprio questo che oggi chiediamo ai nostri giardini: non soltanto di essere belli, ma di aiutarci a vivere meglio.
Se anche tu ogni tanto senti il bisogno di respirare un po’ meglio, raggiungici.