Prendersi cura del parco e di chi lo abita giocando

Un parco giochi sembra sempre un piccolo mondo a sé, dove tutto è consentito. Una specie di dimensione parallela in cui si può urlare, correre a più non posso e concedersi un po’ di relax…

E sono proprio i parchi giochi all’aperto – facilmente accessibili dalle aree abitate o nelle vicinanze di scuole o palestre – che consentono ai più piccoli di sbizzarrirsi e di dare sfogo alla loro curiosità ed energia. Con il vento tra i capelli e il viso illuminato dal sole.

Già, la natura rilassa e alimenta la fantasia: è ormai dimostrato che le fronde ombrose di un albero sono più terapeutiche di qualunque medicinale, assicurando ombra e freschezza anche nei mesi più caldi.

Bisogna però progettare bene questi paradisi terrestri, per evitare di danneggiare il verde che li abita. A rappresentare un passo in questa direzione è la normativa UNI 11123, che si occupa della sicurezza dell’area gioco e della sua accessibilità. Agli gli inizi del 2000 è stata infatti sottoposta a revisione (con l’aiuto della Guida AIAS, documento relativo alla prevenzione dei rischi per i gestori dei parchi e dei giardini pubblici), proprio per incrementare gli aspetti relativi all’importanza e all’impegno da dedicare agli alberi, essenziali negli spazi di gioco e nei contesti urbani.

La natura, infatti, è molto sensibile: se tanti bambini corrono sullo stesso prato, il prato di certo ne risentirà. E’ quindi necessario avere cura di questi spazi, mantenendoli e regolamentando il loro utilizzo: non si può immaginare una progettazione seriale, ma bisogna tenere conto delle caratteristiche del territorio e preservare la sua vegetazione.

A proposito di territorio, qual è il luogo ideale per un bel parco giochi?
Deve essere, senza dubbio, un’area sicura e sempre pulita, accessibile e priva di ostacoli pericolosi. Fornendo sempre all’entrata del parco i numeri utili in caso di problemi, è necessario in fase di progettazione:

  • controllare che nelle vicinanze non siano presenti piante urticanti, velenose o con radici pericolose,
  • verificare che non ci siano nidi di animali,
  • stare alla larga da canalizzazioni e fonti tossiche,
  • prediligere un suolo asciutto e privo di scoscendimenti.

In particolare, le aziende che si occupano dei parchi e delle loro attrezzature sono vincolate dalle normative europee sulla sicurezza EN 1176 (sulle attrezzature per aree da gioco e la loro periodica manutenzione) e EN 1177 (sui rivestimenti di superfici da gioco). Il pavimento, appunto, è un altro aspetto essenziale: è fondamentale stimare quanto sia resistente e il suo andamento stagionale, verificando pure che l’utilizzo di pavimentazioni antitrauma in gomma riciclata o sintetica non sia deleterio per il territorio.

Comunque, proprio parlando di stagionalità, è ora molto in voga tra gli architetti del paesaggio l’idea di un giardino quattro stagioni (è famoso il Giardino delle quattro stagioni di Carlo Ratti a Milano, ad esempio). L’intento è quello di creare un giardino a ritmo con le stagioni, con piante interessanti dal punto di vista estetico anche durante i mesi di sfioritura. Non solo piante sempreverdi, quindi. Una attenta, giusta e ponderata alternanza con le caducifoglie non guasta, anzi: propone reciproco risalto.

Di stagione in stagione.

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di Linea Verde Nicolini