Allevando grandi alberi

C’erano una volta strade, palazzi e paesaggi da reinventare. Così comincia in effetti la nostra lunga storia, che poi è – in quel tempo ormai piuttosto lontano – la storia di Vincenzo e Luigi: i fondatori dell’Azienda, nella seconda metà del XX secolo.

Stimolati da un primo successo avuto con la loro attività edilizia a Roma, in particolare insieme all’architetto Vespignani, sono proprio Vincenzo e Luigi – d’altronde – a sentire per primi la necessità di unire all’attività di costruttori anche quella di vivaisti. Anzi, di ‘allevatori di grandi alberi’.

Prima e dopo la Grande Guerra, dunque, i due fratelli Nicolini si dedicano a reinvestire i proventi dell’edilizia romana nella proprietà di Capranica, nel cuore della Tuscia. Così, via via, allargano il fondo e s’impegnano a migliorarne la produttività. Soprattutto lo riempiono letteralmente di alberi ad alto fusto.

In quegli stessi anni, certo, Vincenzo e Luigi sperimentano anche tante altre strade diverse: i vigneti di moscato d’Amburgo, i campi di grano, i frutteti. Poi, approdano alla coltivazione dei nocciòli (corylus avellana): una coltura destinata nei decenni successivi a trasformare tutta la zona.

Tuttavia ciò che rende appunto speciale l’esperienza agraria dei fratelli Nicolini resta soprattutto la presenza di quegli alberi sempre più monumentali, che vanno a costituire presto il cosiddetto Vivaio Gigante e la pineta de La Trinità. Viali di pini nella campagna, con un che di Umbria e di Toscana.

C’erano una volta dunque quei grandi alberi che, in buona parte, ci sono ancora. Sì, quegli alberi continuano ad esserci non solo attorno all’antica casa e al vecchio granaio de La Trinità, ma anche in tante altre parti del Lazio e della Città Eterna: dalla Passeggiata Archeologica all’E.U.R. e ad altri quartieri costruiti in tempi più o meno vicini. Perché questa storia è una storia che, coerente con l’incipit, ancora continua.

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