La fioritura della Lavanda nella Tuscia: colori, profumi e paesaggi d’inizio estate
Oggi si cammina: dentro la Tuscia e, certo, anche un po’ dentro il grande giardino di campagna de La Trinità. Ma non lo si fa ‘a caso’ né condotti solo dal tracciato di una via o di un sentiero. Lo si fa annusando l’aria per intercettare il buon odore e il dolce ondeggiare dei fiori della Lavanda nel nostro paesaggio.
Insomma, oggi – se ti va di leggerci e seguirci – facciamo un po’ le api. Non sarà forse ancora necessario conoscere molte caratteristiche botaniche della splendida Lavandula angustifolia (nota anche come Lavandula officinalis o Lavanda vera). Non staremo quindi tanto a domandarci come si coltiva o quando si pota: per quello ci saranno altri tempi e altri luoghi.
Adesso, in modo molto semplice, noi vogliamo soltanto raccontare un piccolo viaggio: verde e blu, tra le colline, a giugno. Un viaggio che racconta come la Lavanda accompagni l’arrivo dell’estate nell’Alto Lazio e nel nostro giardino. Forse, anzi, anche nel tuo.
L’atterraggio di una nuova stagione, d’altronde, non coincide mai con precisione chirurgica con una data sul calendario (tanto meno nel 2026, verrebbe da dire…). E così certe fioriture partono un po’ prima o un po’ dopo, anticipando o rincorrendo il grande caldo.
Certe piante in tutto questo dimostrano una dose di tatto, solo dopo diventano più dirompenti.
Così, per chi come noi abita nella Tuscia e in altre zone mediterranee, la Lavanda è un campanello: non bussa, ma entra direttamente in scena con un passo ben percepibile, però anche lieve. Colora, sfuma, rimescola l’aria delle mattine più luminose.
Noi amiamo osservarla e, in qualche modo, ce ne nutriamo come insetti impollinatori. Perché sappiamo che viene a rallegrare e a nutrire tutta la natura che ci circonda. A cominciare dal nostro osservatorio più speciale: il pendio che scende da La Galilea, giù giù verso tutti i viali de La Trinità.
Quando fiorisce la Lavanda nella Tuscia?
Proprio adesso, tra maggio e luglio, arriva la fioritura della Lavanda qui da noi. Certo, ci possono essere variazioni a seconda dell’esposizione, della quota sul livello del mare e delle specifiche varietà (pensa che ne esistono 40 specie diverse, al mondo!). Ma decisamente resta giugno il momento che più di tutti è rappresentato dalla sua fioritura.
Tra la fine del mese e i primi di luglio, quindi, i campi nei dintorni di Arlena di Castro e Bolsena e Tuscania esplodono di viola e di blu. Ma anche accanto e dentro al nostro grande giardino di campagna sembra di essere un po’ caduti nel mezzo della Provenza.
Perciò nel tempo – proprio sulla scia del fascino da sempre esercitato da questa pianta, ma anche per seguire esempi oltralpe – sono nate delle belle feste dedicate alla Lavanda: diversi centri storici si riempiono di mercatini artigianali, fortemente caratterizzati dalla presenza di creme, candele, oli essenziali, miele, infusi e molti altri prodotti legati alla filiera della Lavanda.… Non manca nulla!
Su tutto questo, l’opportunità di farsi una gita ‘solo’ per ammirare i campi. Ormai esistono anche percorsi guidati, ovviamente. E tra i filari, in particolare al tramonto, diventa tutto molto affascinante.
E qui, al di là dell’aspetto più squisitamente turistico, possiamo fare capolino di nuovo noi. Questo articolo vorrebbe portare la tua riflessione, infatti, sul fatto che c’è profumo di Lavanda un po’ dappertutto. Bisogna solo partire e scrutare. Negli angoli di una strada, in certi poggi esposti al sole, lungo il Lago di Vico o nelle vicinanze del Lago di Bolsena… Quindi, tra le serre e le alberature de La Trinità.
Non sempre serve trasformae queste deflagrazioni floreali in un ‘evento’: sono lì ad aspettarti.
Un colore che cambia il paesaggio
Sembra comunque di entrare in un quadro, vero?! Il viola non contrasta, ma sposa – ben distinguibile – il verde di prati ed entra nei campi coltivati, vicino alle Viti o agli Ulivi. Si tratta di una ‘architettura del paesaggio’ in cui l’uomo ci mette molto di suo, ma che – in verità – ci è stata offerta fin da molto tempo fa su una specie di piatto d’argento. Così bella, quasi perfetta.
Dunque è normale che poi questo panorama s’infili anche dentro tanti giardini. A cominciare dalle bordure, ma non solo. Dialogando con pietre e tufo. Camminarci dentro, magari anche insieme a te, ci fa sentire davvero a casa. E siamo dunque molto orgogliosi di partecipare a questa costruzione verde.
Il profumo dell’inizio estate
Non solo colore, abbiamo stabilito fin dall’inizio. Perché questa storia ha dentro anche tantissima memoria olfattiva. Questo sono le piante di Lavanda che punteggiano e tessono la trama delle colline qui intorno.
Perciò nell’aria calda delle prime giornate estive, vedere api e altri insetti che spillano il nettare di tanti fiori viola crea in te come in noi una bella voglia di fare un po’ lo stesso. Passeggiare piano nei giardini, soffermarsi sui particolari, guardare da vicino i fiori, trarne il massimo beneficio. Operosi, ma anche calmi.
La Lavanda e la biodiversità
D’altronde – sempre continuando a mettere un passo dietro l’altro, con tranquillità – non può non venirti la voglia di approfondire. E così capisci ancora meglio quanto questa pianta sia una risorsa importante per la biodiversità locale.
I suoi fiori, del resto, non attirano e nutrono solo le amate api, ma anche bombi e farfalle. Sono una vera riserva di polline e di nettare. Alla faccia del caldo e dei pesticidi.
Nella nostra passeggiata è dunque probabile che i discorsi ci porteranno verso la resistenza al clima che cambia e alla riduzione della chimica nelle coltivazioni… Bene, la Lavanda è una di quelle che più di tutti sopporta le temperature e ama la coltivazione biologica/naturale. Perciò anche per questo dà un po’ di ulteriore spinta e vivacità al nostro camminare.
E, d’altro canto, è anche interessante osservare la coltivazione delle varietà autoctone della ‘piccola Provenza laziale’. Infatti, non c’è solo la Lavandula angustifolia, ma anche – per esempio – la Lavandula x intermedia, un ibrido naturale molto robusto e diffuso qui, nato dall’incrocio tra la angustifolia e la latifolia. La pianta più fotografata, si dice.
Scoprire, esplorare e approfondire questo tema è ‘refrigerante’. Porta te e noi a soffermarci meglio sulla protezione degli ecosistemi, il valore di certe coltivazioni, le virtù ambientali di questa ed altre piante. Del resto, l’ulteriore bellezza sta nel fatto che – volendo – si può coltivare anche su un balcone. Come fosse un’eco dello spettacolo complessivo.
Osservare la fioritura a La Trinità
Te lo abbiamo detto, qui e altrove. La Lavanda è una ‘compagna di viaggio’ anche per chi s’inoltra tra i filari di Pini de La Trinità. Dai punti più visibili e accessibili a quelli più intimi e privati.
Ogni anno, per la verità, la fioritura è diversa. Questo aumenta – se possibile – l’incanto. E forse è anche per questo che tante persone associano la Lavanda a una sensazione di quiete e benessere.
Anche le nostre fioriture, in esposizione attorno agli ombrari o ancor più piantate nella terra de La Galilea, calmano e spronano al tempo stesso la mente. Un forte aiuto, sorretto dalla bellezza cromatica e della piacevolezza del profumo.
In particolare, a noi capita di sederci lì: sulle panche di legno che cingono l’aia del pezzo del nostro giardino dedicato alla riflessione, al silenzio, alla preghiera. Là sembra essere ancora più forte l’azione delle belle piante disposte con attenzione da Papà/Nonno Pier Luigi. Lo stress si dissolve. Le irrequietezze si calmano.
È questo il motivo per cui, dopo questa passeggiata (da virtuale a reale), immaginiamo anche te più serena/o. Il cuore col ritmo giusto e il respiro che lo segue in pace col mondo. Tra un Olivo, un po’ di Vite, un Cipresso e un Melograno.
Un piccolo rito che ritorna ogni anno
Ci siamo inoltrati tra i segnali dell’estate. Poi saranno di nuovo i colori delle foglie, in autunno, a suscitarci calma e considerazioni diverse. Ma c’è ancora molto tempo per le geometrie degli alberi spogli, mentre la primavera si dilegua alle nostre spalle.
Abbiamo appena visto come, alll’inizio dell’estate, nella Tuscia uno dei segnali più ‘intercettabili’ sia proprio la Lavanda. Così abbiamo cominciato a camminarci in mezzo insieme. A guardarla, forse già a coglierne qualche spiga. Abbracciati da sensazioni molto profonde e piacevoli.
Da La Trinità continueremo ad osservare questi cambiamenti, stagione dopo stagione, tutt’altro che immobili. La natura cambia lentamente, ogni giorno, ma ha un suo passo chiaro. Ci pare doveroso seguirlo, assecondarlo, capirlo.
👉 Il luogo continua
Ogni stagione lascia un segno.
Ogni passaggio costruisce qualcosa che resta.
La Trinità è anche questo: un intreccio di storie, lavoro e paesaggio che cambia nel tempo, senza mai perdere il suo senso.
Se ti è capitato di attraversare questi spazi – anche solo per un momento – allora, in qualche modo, ne fai già parte.